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Le Notizie

lunedì 23 marzo 2009

In Città / Controlli della Asl: diossina in latte e carne

Da indagini a campione un risultato eclatante. La scoperta di diossina nelle carni e nel latte non è stata frutto di un'indagine mirata, ma di normali accertamenti che il servizio di veterinaria del distretto di Maglie della Asl, diretto dal dottor Corrado Denotarpietro, compie normalmente. Nei giorni scorsi i rilievi hanno interessato due aziende agricole, entrambe ad est dell'abitato di Maglie.

La prima è in agro di Maglie nei pressi di Otranto ed è risultata indenne, la seconda è in agro di Cursi, ma in pratica confina con la frazione di Morigino. Entrambe sono a poca distanza dallo stabilimento Copersalento, ma la seconda si può dire che ha i pascoli a confine con l'opificio. In quel caso, nel latte di mucca è stata rilevata una concentrazione di diossine pari a 12,83 picogrammi per litro (il valore massimo ammesso è sei). Alte concentrazioni anche nelle carni dei bovini e nel latte delle pecore, ma in questo caso c'è da fare un distinguo. Mentre l'analisi del latte di mucca è stata eseguita per due volte in due diversi laboratori dell'Istituto di zooprofilassi ed il risultato è certo, sia dal punto di vista scientifico, sia legale, l'indagine sulle carni e sul latte ovino sono state effettuate dall'Inca (Istituto nazionale di chimica) e non hanno valore giuridico. C'è da aggiungere che nel latte di pecora sono stati riscontrati anche benzopireni in alta concentrazione. Intanto la carne inquinata è andata "dispersa" perché il campionamento è stato eseguito in occasione della vendita, nel pressi del mercato di piazza Immacolata, "dal produttore al consumatore" di un capo macellato. Non così il latte di mucca che è normalmente destinato ad un caseificio nei pressi di Lecce e ora è lì sotto sequestro ed in attesa che si stabiliscano le modalità di smaltimento.
Intanto è in atto un dibattito sulla effettiva nocività delle quantità di diossine rilevate nei fumi della Copersalento e negli animali. Secondo alcune dichiarazioni rilasciate dal professore Assennato, direttore dell'Arpa, non si tratterebbe di dosi tanto significative da incidere sulla salute umana. Non è dello stesso parere il presidente della commissione ambiente della Provincia, Nicolino Sticchi ricorda che sono ritenuti sopportabili da uno a quattro picogrammi per chilo di massa corporea e che la diossina ha la caratteristica di accumularsi e restare per anni nell'organismo. [GDM]

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