In Città / Copersalento, Blasi: «Antonio Fitto si dimetta non è affatto credibile»
Adottato lo stop a tempo della Copersalento con il benestare di Arpa e Asl. La riapertura dipenderà dal cronoprogramma dell'azienda. Domani l'"affaire" approderà in Consiglio comunale. I primi cittadini dell'hinterland riuniti in un controvertice a Melpignano. Critiche a palazzo dei Celestini e non solo.
«L'inquinamento non rispetta i confini comunali, quel vertice non risolve i problemi». È rivolta tra i primi cittadini dell'hinterland magliese che, nelle stesse ore nelle quali in Provincia si teneva la riunione sull'emergenza diossina, si sono ritrovati in una sorta di «controvertice» nel municipio di Melpignano.
Ed è proprio il sindaco di quest'ultimo comune, Sergio Blasi, a sferrare il colpo più duro, chiedendo le dimissioni di Antonio Fitto per le sue «relazioni passate» con la Copersalento: «Oggi non è più credibile» attacca.
Ma andiamo con ordine: il controvertice ha coinvolto i primi cittadini di Melpignano, Cursi, Scorrano, Cutrofiano, Corigliano e Muro Leccese, non convocati alla riunione ufficiale. Tra i primi cittadini (oltre a Blasi, Edoardo Santoro, Mario Pendinelli, Aldo Tarantini, Ada Fiore e Antonio De Iaco) era palpabile l'insoddisfazione per la mancanza di un tavolo comune. Tanto più che l'eergenza diossina non si ferma a Maglie, sia perché il problema non riguarda solo le emissioni nell'atmosfera ma tocca anche la catena alimentare, sia perché attività agricole e allevamenti di bestiame ricadono in gran parte nei territori limitrofi.
«E che tipo di efficacia avrebbe su queste attività», domanda Blasi, «un'ordinanza emessa dal sindaco di un comune vicino? Nessuna, è evidente».
Fin qui gli umori comuni emersi nel controvertice dei sindaci, che stamattina decideranno quali iniziative intraprendere.
Ma il primo cittadino di Melpignano alza il tono dello scontro e riserva un attacco pesantissimo al suo collega di Maglie: Antonio Fitto in una nota stampa aveva auspicato «la stessa attenzione e preoccupazione» da parte dei sindaci dei comuni limitrofi «al fine di ottenere in tempi brevi una mappatura completa dei rischi e, contemporaneamente, dare tranquillità alle popolazioni».
«Invece di atteggiarsi ad eroe, Antonio Fitto deve dimettersi», è la secca presa di posizione di Sergio Blasi, «perché nel trattare questa questione non è né sereno né credibile, avendo nel passato intrattenuto relazioni con la Copersalento al di fuori dalle sue funzioni istituzionali».
Ma Blasi ne ha anche per il comportamento tenuto nella vicenda dall'amministrazione provinciale: «In Provincia», ricorda, «è stata aperta la procedura di autorizzazione alla Copersalento il 22 ottobre scorso. La legge impone un termine di 90 giorni, che però sono abbondantemente passati senza che l'iter si sia ancora concluso. A questo punto l'amministrazione provinciale deve prendere una decisione: o concede l'autorizzane alla Copersalento oppure non gliela concede e allora quel sito va chiuso definitivamente e bisogna procedere alla bonifica dell'area».
Tutt'altra valutazione, infine, per la condotta tenuta dalla Regione Puglia attraverso l'Arpa e l'Asl. «Il dato politico vero», conclude Sergio Blasi, «è che finalmente questo territorio ha degli organismi di controllo che controllano. Fino al 2005 l'Agenzia regionale era solo un cartello indicatorio: è stata la Regione guidata da Nichi Vendola a far diventare quella sigla una realtà. E oggi se ne toccano con mano gli effetti». [GDM]
«L'inquinamento non rispetta i confini comunali, quel vertice non risolve i problemi». È rivolta tra i primi cittadini dell'hinterland magliese che, nelle stesse ore nelle quali in Provincia si teneva la riunione sull'emergenza diossina, si sono ritrovati in una sorta di «controvertice» nel municipio di Melpignano.
Ed è proprio il sindaco di quest'ultimo comune, Sergio Blasi, a sferrare il colpo più duro, chiedendo le dimissioni di Antonio Fitto per le sue «relazioni passate» con la Copersalento: «Oggi non è più credibile» attacca.
Ma andiamo con ordine: il controvertice ha coinvolto i primi cittadini di Melpignano, Cursi, Scorrano, Cutrofiano, Corigliano e Muro Leccese, non convocati alla riunione ufficiale. Tra i primi cittadini (oltre a Blasi, Edoardo Santoro, Mario Pendinelli, Aldo Tarantini, Ada Fiore e Antonio De Iaco) era palpabile l'insoddisfazione per la mancanza di un tavolo comune. Tanto più che l'eergenza diossina non si ferma a Maglie, sia perché il problema non riguarda solo le emissioni nell'atmosfera ma tocca anche la catena alimentare, sia perché attività agricole e allevamenti di bestiame ricadono in gran parte nei territori limitrofi.
«E che tipo di efficacia avrebbe su queste attività», domanda Blasi, «un'ordinanza emessa dal sindaco di un comune vicino? Nessuna, è evidente».
Fin qui gli umori comuni emersi nel controvertice dei sindaci, che stamattina decideranno quali iniziative intraprendere.
Ma il primo cittadino di Melpignano alza il tono dello scontro e riserva un attacco pesantissimo al suo collega di Maglie: Antonio Fitto in una nota stampa aveva auspicato «la stessa attenzione e preoccupazione» da parte dei sindaci dei comuni limitrofi «al fine di ottenere in tempi brevi una mappatura completa dei rischi e, contemporaneamente, dare tranquillità alle popolazioni».
«Invece di atteggiarsi ad eroe, Antonio Fitto deve dimettersi», è la secca presa di posizione di Sergio Blasi, «perché nel trattare questa questione non è né sereno né credibile, avendo nel passato intrattenuto relazioni con la Copersalento al di fuori dalle sue funzioni istituzionali».
Ma Blasi ne ha anche per il comportamento tenuto nella vicenda dall'amministrazione provinciale: «In Provincia», ricorda, «è stata aperta la procedura di autorizzazione alla Copersalento il 22 ottobre scorso. La legge impone un termine di 90 giorni, che però sono abbondantemente passati senza che l'iter si sia ancora concluso. A questo punto l'amministrazione provinciale deve prendere una decisione: o concede l'autorizzane alla Copersalento oppure non gliela concede e allora quel sito va chiuso definitivamente e bisogna procedere alla bonifica dell'area».
Tutt'altra valutazione, infine, per la condotta tenuta dalla Regione Puglia attraverso l'Arpa e l'Asl. «Il dato politico vero», conclude Sergio Blasi, «è che finalmente questo territorio ha degli organismi di controllo che controllano. Fino al 2005 l'Agenzia regionale era solo un cartello indicatorio: è stata la Regione guidata da Nichi Vendola a far diventare quella sigla una realtà. E oggi se ne toccano con mano gli effetti». [GDM]
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