AppuntaEventi / Processione del Venerdì Santo, espressione di religiosità tra le più antiche
La "Settimana Santa" a Maglie ha il suo culmine con la "Processione di Cristo Morto", il Venerdì Santo. E' una delle più alte espressioni di religiosità popolare del Salento in periodo pasquale e anche una delle processioni più antiche secondo riti storici che si perpetuano con metodicità.La processione del Venerdì Santo si svolgerà venerdì 10 aprile 2009 con inizio alle ore 16.00 ed interesserà le seguenti strade: Viale Madonna Addolorata, Via Ospedale, Via N. Ferramosca, Via C. Palma, Via De Ferraris, Via Gallipoli, Via Vittorio Veneto, Piazza Tamborino, Via Muro, Via Vittorio Emanuele, Via Dante Alighieri, Via Trento e Trieste, Piazza Aldo Moro, Via Ginnasio, Piazza Capece, Via Matteotti, Via Gramsci, Via Regina Margherita, Via Roma.
La processione, nell'arco dell'ultimo secolo, ha sùbito parecchie modifiche.Un tempo era aperta dal rumore delle "trozzule" o "trenule", cioè raganelle costruite da un pezzo di legno su cui è montata una ruota che si poggia su una linguetta di legno mobile che ad ogni movimento produce un suono gracchiante simile a quello di una rana, che servivano ad annunziare le funzioni religiose del Venerdì Santo, quando le campane erano mute a causa di prescrizioni liturgiche.
Oggi, come un tempo, due lunghe file di confratelli incedono con passo grave, misurato, solenne, trasportando le spettacolari e pesantissime statue dei Misteri: Cristo all'orto, Cristo alla colonna, Cristo e Pilato, Ecce homo, Cristo sotto il peso della croce incontra la madre, Cristo in croce; le statue sono portate a mano dai soci delle Confraternite, riuniti nella "Organizzazione del venerdì santo", che indossano, per l'occasione, abiti da cerimonia. Segue ogni statua una schiera di fanciulli vestiti d'angeli e da Cristo.
Precede la pesantissima bara di Cristo una doppia fila di uomini vestiti con smoking con petti lucidi, colletto inamidato, papillon nero, guanti bianchi, scarpe nere lucide, con una candela listata a lutto nella mano sinistra. Nel centro delle silenti e compassate colonne di uomini, una croce di fiori. «L'incedere lento e compassato degli attori in abito nero, tra un silenzio funereo, che il lamento ritmato della banda rende estremamente solenne e carico di spettacolarità, altro non vuole essere che una simbolica esagèsi della gestualità essenziale, della muta recita collettiva, della spontanea drammatizzazione popolare, una mimata decodifica dell'esasperata tensione religiosa per la morte di Cristo» (da "Riti e tradizioni pasquali in un paese del Salento (Maglie)" di Emilio Panarese ERRECI edizioni, 1989).
La statua della Madonna Addolorata circondata da bambine che vestite in nero mutuano il dolore della Madre, segue la bara del Cristo coperto da veli trasparenti che celano ma lasciano intravedere il sacro corpo martoriato. La Processione è chiusa dalla banda che accompagna le prèfiche che, strette in un abbraccio disperato nei vestiti neri e con il capo coperto dal fazzoletto, anch'esso nero, gridano, cantano, il dolore di un'unanimità conscia di aver ucciso il suo Signore. E' l'ultimo grido che unito al silenzio delle campane e all'urlo afono del "Dio morto" fa emozionare non solo i credenti. La processione comincia nel tardo pomeriggio del venerdì santo e si snoda fino a tarda sera per le vie di Maglie, tra ali di credenti e forestieri, attratti dalla suggestività della rappresentazione dei momenti della passione e morte di Cristo.
MaglieWeb rende disponibile un sunto video a quanti vogliono partecipare, tramite il web, alla tradizione che ogni anno rivive a Maglie. [MW]
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