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Le Notizie

venerdì 3 aprile 2009

In Città / Ci sono i primi risultati: niente diossina in cinque campioni

Cominciano ad affluire i dati e sono confortanti. I primi tre risultati messi a disposizione del servizio di veterinaria di Maglie della Asl, diretto dal dottor Corrado Denotarpietro sono risultati negativi al test della diossina. Si tratta di tre campioni, uno di carne e due di latte prelevati a Maglie (uno di carne ed uno di latte) e di un altro controllo del latte in un'azienda di Melpignano.

Per i prossimi giorni (e probabilmente a cominciare già da domani) si attende l'esito delle analisi di un'altra decina di prelievi.
Come si ricorderà, la Asl ha in corso una campagna di rilievi che sta riguardando tutte le aziende agricole nel raggio di cinque chilometri dalla zona industriale di Maglie e che poi sarà estesa, sempre con al centro la zona industriale, per una circonferenza più ampia col raggio di dieci chilometri. Questo per ciò che riguarda la catena alimentare, un'altra indagine riguarderà le persone, come è stato fatto per Taranto, tramite analisi del sangue, sarà verificata la presenza di accumuli di diossina anche negli uomini, a cominciare dai dipendenti della Copersalento, per continuare con un campione di residenti nelle aree limitrofe e per finire con un altro campione selezionato tra la popolazione più lontana che dovrebbe costituire il campione di riferimento. Si tratterà di accertare se vi sono individui in cui la concentrazione di diossina ha superato la soglia di guardia.
Intanto si comincia a far fronte alle situazioni in cui la presenza di diossina è stata accertata. Presso la azienda di Cursi in cui ogni attività è stata bloccata, si sono ormai accumulati 40 quintali di latte che non è più alimento, ma rifiuto speciale. E' sotto sequestro e di conseguenza fino ad oggi è rimasto in deposito presso la stessa azienda, si tratta di un accumulo anomalo perchè, ovviamente, si è di fronte ad una prassi inusuale e non prevista. Infatti l'allevamento non è dotato di celle frigorifere, né di altri sistemi che consentano lo stoccaggio di così grandi quantità di latte. Di norma il latte resta in azienda poche ore, perché, fresco, viene avviato alla trasformazione. Perciò il prodotto che si accumula non solo crea problemi per il reperimento di contenitori, ma comincia pure ad andare a male generando cattivi odori.
Per evitare che ad un'emergenza se ne sommi un'altra, la Asl ha incaricato una ditta di Andria (la più vicina autorizzata a trattare quel genere di rifiuto, di prelevare quel prodotto che se nulla fosse accaduto sarebbe stato materia prima per l'artigianato caseario. [GDM]

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