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Le Notizie

venerdì 15 maggio 2009

In Città / Maglie, quattro cani uccisi con il veleno

Qualcuno si diverte ad avvelenare i cani. È sicuramente dolosa la causa della morte di alcuni animali e tutto fa pensare, non al caso di veleni assunti dall'irrorazione del verde pubblico o dalla derattizzazione, ma alla deliberata azione di qualche scriteriato cittadino. Sono almeno quattro i cani morti in questi ultimi giorni dopo aver accusato sintomi di avvelenamento. All'inizio, si è pensato a un possibile avvelenamento dovuto alle sostanze utilizzate dalla Mta per la derattizzazione. Se così fosse, tuttavia, si sarebbe riscontrata la morte anche di uccelli e piccoli mammiferi, come i gatti ad esempio, oltre che dei cani randagi.

"I cani - spiega la locale responsabile dell'associazione "Zampalibera" Adele Maruccio - sono abituati a brucare, a essere quindi a stretto contatto con le piante, ma nessuno dei randagi, di cui abbiamo una sorta di censimento per tenerli sotto controllo, in particolare dal punto di vista delle sterilizzazioni, ha avuto sintomi da avvelenamento". Gli animali uccisi, infatti, sono tutti di proprietà di famiglie e non randagi.
Qualche anno fa, in ogni caso, capitò davvero che la morte di alcuni gatti fosse riportabile a sostanze medicinali usate per le piante, ma si trattò di un episodio che non si è più ripetuto da allora, a quanto è dato sapere. "Qualunque veleno - spiega Antonio De Donno, agronomo, che segue un incarico anche presso Mta - utilizzato in agricoltura e giardinaggio, possiede un principio per cui, se dovesse essere ingerito da esseri umani o animali domestici, provocherebbe il vomito, con la conseguente espulsione della sostanza. La vera questione, per cui si potrebbe stabilire l'eventuale dolo, è nelle dosi: per la derattizzazione vengono utilizzate dosi minime, che non basterebbero certo a uccidere un cane, neanche di piccola taglia".
In effetti, questa è una delle leggi base della chimica: qualunque sostanza, anche l'acqua, senza il giusto dosaggio può divenire letale. È vero che servono dei determinati permessi, per acquistare dei veleni, ma non esiste una schedatura degli acquirenti, per cui sarebbe quasi impossibile risalire a chi, con scarso senso civico e lo sprezzo della vita di un animale, che possa essere un randagio, o un cane di famiglia, legato all'affetto di bambini e adulti. [GDM]

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