In Città / L'area di ristoro nel cuore della villa divide il Consiglio Comunale
La villa pronta ad animarsi. Da tempo è pronta la bozza di un contratto che dovrebbe disciplinare la concessione della villa comunale ad un soggetto privato che a fronte degli oneri di gestione avrebbe l'opportunità di realizzare una tettoia utile per la somministrazione di alimenti e bevande, arredarla di tavolini e sedie, utilizzarla per l'organizzazione di serate, feste e ricevimenti.
Il tutto recintando però l'area interessata dagli eventi dal resto della villa, almeno quando gli orari coincidano con quelli di apertura al pubblico. Inoltre sarebbe pure sua cura allestire giochi sorvegliati per bambini (compresi quelli di tipo gonfiabile), installare attrezzature per l'esercizio fisico e sportivo, fitness e noleggiare biciclette. Ovviamente a fronte di questi benefici il gestore si accollerebbe l'onere delle manutenzioni straordinarie e ordinarie, di guardianìa dell'intero parco durante le ore di apertura al pubblico.
Il disegno, già strutturato anche nei particolari, sarebbe dovuto passare per il vaglio del Consiglio a metà aprile. Ciò non è stato perché evidentemente l'idea di riconvertire villa Tamborino in qualcosa che somiglia ad un parco divertimenti suscita perplessità. D'altro canto nella stessa bozza di delibera si dà atto che «il compendio immobiliare, esteso per una superficie di 4,7 ettari e con alberi di alto fusto, per la sua ubicazione nel centro abitato e per l'importanza della secolare vegetazione, si configura come una risorsa strategica per la collettività». Il bosco, i giardini all'italiana ed all'inglese, i manufatti ne fanno un patrimonio storico e monumentale di grande valore che ha però il torto dei costi; sono stati quelli a stimolare il progetto: assegnare l'immobile in concessione consentirebbe di sgravare il Comune degli "oneri di manutenzione e vigilanza" ed insieme "allargare la possibilità di fruizione collettiva del bene e la qualità e varietà dell'offerta".
Ma è proprio la distinzione tra fruizione collettiva e fruizione pubblica e poi tra qualità e varietà dell'offerta a destare l'attenzione. Tanto nella maggioranza, quanto nell'opposizione non sono pochi a ritenere improponibile l'idea di fare del parco un qualcosa che somiglia ad una discoteca o ad una sala per ricevimenti nuziali. Di questo avviso è Sabrina Balena (capogruppo Pd) e dello stesso parere è pure Mario Andreano (Pd) che in occasione dell'ultimo Consiglio, anche se l'argomento non era in discussione, ha bocciato l'idea del capannone di 200 metri quadri in villa ed ha proposto, piuttosto, percorsi culturali e fiere del libro. Un disegno appena abbozzato per grandi linee che, significativamente, ha ottenuto il pieno appoggio a "scena aperta" del capogruppo di An Antonio Giannuzzi. [GDM]
Il tutto recintando però l'area interessata dagli eventi dal resto della villa, almeno quando gli orari coincidano con quelli di apertura al pubblico. Inoltre sarebbe pure sua cura allestire giochi sorvegliati per bambini (compresi quelli di tipo gonfiabile), installare attrezzature per l'esercizio fisico e sportivo, fitness e noleggiare biciclette. Ovviamente a fronte di questi benefici il gestore si accollerebbe l'onere delle manutenzioni straordinarie e ordinarie, di guardianìa dell'intero parco durante le ore di apertura al pubblico.
Il disegno, già strutturato anche nei particolari, sarebbe dovuto passare per il vaglio del Consiglio a metà aprile. Ciò non è stato perché evidentemente l'idea di riconvertire villa Tamborino in qualcosa che somiglia ad un parco divertimenti suscita perplessità. D'altro canto nella stessa bozza di delibera si dà atto che «il compendio immobiliare, esteso per una superficie di 4,7 ettari e con alberi di alto fusto, per la sua ubicazione nel centro abitato e per l'importanza della secolare vegetazione, si configura come una risorsa strategica per la collettività». Il bosco, i giardini all'italiana ed all'inglese, i manufatti ne fanno un patrimonio storico e monumentale di grande valore che ha però il torto dei costi; sono stati quelli a stimolare il progetto: assegnare l'immobile in concessione consentirebbe di sgravare il Comune degli "oneri di manutenzione e vigilanza" ed insieme "allargare la possibilità di fruizione collettiva del bene e la qualità e varietà dell'offerta".
Ma è proprio la distinzione tra fruizione collettiva e fruizione pubblica e poi tra qualità e varietà dell'offerta a destare l'attenzione. Tanto nella maggioranza, quanto nell'opposizione non sono pochi a ritenere improponibile l'idea di fare del parco un qualcosa che somiglia ad una discoteca o ad una sala per ricevimenti nuziali. Di questo avviso è Sabrina Balena (capogruppo Pd) e dello stesso parere è pure Mario Andreano (Pd) che in occasione dell'ultimo Consiglio, anche se l'argomento non era in discussione, ha bocciato l'idea del capannone di 200 metri quadri in villa ed ha proposto, piuttosto, percorsi culturali e fiere del libro. Un disegno appena abbozzato per grandi linee che, significativamente, ha ottenuto il pieno appoggio a "scena aperta" del capogruppo di An Antonio Giannuzzi. [GDM]

