[Vai all'area principale della pagina] [Menu Principale] [Menu di sezione] [Link di movimento rapido]


Le Notizie

lunedì 25 gennaio 2010

In Città / Un ammanco da 100mila euro. Cambiata la serratura dell'ufficio in cui lavorava l'impiegato sospeso dalla Giunta

La storia degli ammanchi - forse intorno ai centomila euro - andava avanti da anni, ma per l'Amministrazione comunale è stato un fulmine a ciel sereno. Una notizia tanto improvvisa che anche i consiglieri di maggioranza hanno appreso di ciò che stava accadendo da queste pagine [della Gazzetta, ndmw] piuttosto che nella riunione appositamente convocata ieri sera proprio perché fossero edotti prima che la delicata faccenda divenisse di dominio pubblico.

Ma convocarli prima sarebbe stato impossibile: il sindaco aveva saputo degli ammanchi nella tarda serata di venerdì quando i dirigenti del Comune gli avevano consegnato e commentato una prima relazione in merito al comportamento dell'impiegato del settore tecnico.
Quel primo accertamento dei fatti metteva in evidenza una serie di episodi penalmente rilevanti, tanto che nella giornata successiva (siamo a sabato mattina) delle questione erano stati informati i carabinieri con la presentazione di una formale denuncia alla procura della Repubblica. Segno evidente che il sospetto che si fossero determinati ammanchi era fondato. Tanto che, «superata ogni doverosa cautela caratterizzante la fase degli approfondimenti conoscitivi» - così recita una nota diffusa ieri dal sindaco - l'amministrazione «ha autonomamente presentato alla competente autorità giudiziaria circostanziatadenuncia sulle irregolarità emerse».
Siamo a sabato sera, il sindaco Antonio Fitto convoca senza preavviso la sua giunta, che «con provvedimento d'urgenza sospende dal servizio, in via cautelativa,il presunto responsabile, tutelando il tal modo il pubblico interesse, in attesa delle determinazioni della autorità giudiziaria».
Ma, intanto, in municipio non ci si è esclusivamente limitati al temporaneo allontanamento dell'impiegato. Pare, infatti, che sia stata addirittura sostituita la serratura della porta del suo ufficio per impedire l'accesso ai documenti custoditi.
In queste ore, naturalmente, si cerca di tirare le somme su ciò che è accaduto negli ultimi due lustri. Controllo non facile visto che il periodo sembrerebbe addirittura superare il decennio e che si sarebbe sempre trattato di un gran numero di piccoli «prelievi» che, nel complesso qualcuno stima nell'ordine dei centomila euro.
Ma qual era la tecnica adottata? Il dipendente aveva responsabilità nell'ambito dei lavori pubblici ed a lui era delegata la fase della registrazione dei contratti. Se sarà accertato che le cose sono andate nel modo in cui ora si suppone, l'impiegato si sarebbe fatto consegnare dalle imprese il denaro necessario per la regolarizzazione della convenzione e invece di depositarlo - nel caso di piccole somme - lo tratteneva per se stesso. Nel caso, invece, di grossi appalti per i quali gli importi dovuti all'Ufficio delle Entrate erano significativi, alle ditte avrebbe chiesto qualcosa in più del dovuto, provvedendo però a registrare effettivamente il contratto. In ogni caso, l'impiegato avrebbe certificato l'apparente regolarità della registrazion e.
Se sia incorso in un reato, ed eventualmente in quale, lo stabilirà la Procura. Quello che appare verosimile è che il danno procurato non è tanto nei confronti del Comune quanto delle imprese. Una specie di truffa, insomma, che non ha lasciato molta traccia, né sostanziale, né formale negli uffici municipali.
Si spiegherebbe così il perché, in tanti anni, le anomalie non siano mai state contabilmente rilevate ed il grande ritardo con cui ci si è accorti di quel che è accaduto e che stava accadendo. [GDM]

Etichette: ,

(continua)

venerdì 18 dicembre 2009

Cronaca / In casa dell'avvocato kit di siringhe con le spore allucinogene

Un conosciuto e stimato avvocato amministrativista di 30 anni, con un «pollice verde» particolarissimo: la coltivazione di funghi allucinogeni. Iniettato il liquido, il fungo nasce in 4 giorni.

In casa del professionista, i finanzieri hanno trovato funghetti «magici» e siringhe a base di spore provenienti dalla Cambogia e dall'Ecuador. Sono almeno tre i kit rinvenuti per la coltivazione dei micidiali «Psilocybe cubensis».
I militari, grazie al fiuto delle unità cinofile, li hanno trovati dopo non poco sudare. A quanto pare erano nascosti tanto bene che persino i cani antidroga hanno avuto qualche difficoltà. I tre kit erano in giardino, sotto delle pietre; i cinque funghi erano in camera da letto.
«È la prima volta - ammette il capitano Mauro Serrano - che provvediamo a sequestrare un kit del genere: al momento del ritrovamento, abbiamo letto le istruzioni per capire bene di cosa si trattasse».
Naturalmente la posizione dell'avvocato dovrà essere vagliata dal magistrato inquirente, che deciderà se confermare o meno le ipotesi investigative della Guardia di Finanza.
Tutto il materiale è stato acquistato dal legale su diversi siti web specializzati. Per la coltivazione basta infilare l'ago della siringa in un tronchetto tenuto in ambiente umido, iniettare la soluzione, e aspettare che i funghi crescano. Sono sufficienti appena quattro o cinque giorni. Poi bisogna lasciarli essiccarre. Una volta ingerito, lo «sballo» non lascia l'as - suntore prima che siano trascorse 12 ore.
I funghi del genere «Psilocybe», con le loro 80 varietà, fanno parte della famiglia delle «Strophariaceae» e contengono principi attivi quali psilocibina e derivati, che per la loro struttura chimica, sono imparentati con l'Lsd. Tant'è che hanno un effetto psicoattivo molto simile, se pur di più breve durata. Il più «gettonato» tra questi funghi è il «Psilocybe cubensis», comunemente detto «il messicano», che pare generare allucinazioni molto vivide.
Fino a poco tempo fa, i funghi allucinogeni erano venduti nella zona libera di Cristiania, a Copenaghen, ma soprattutto negli «smart shop» dei Paesi Bassi dove è vietata dal luglio scorso. Lo stesso dicasi per la Danimarca. In rete, la vendita avviene in modo illegale e sono diversi i siti che spediscono anche in Italia, dove è vietata la commercializzazione di specie appartenenti ai generi «Psilocybe» e «Stropharia», equiparandoli penalmente a qualsiasi altra droga (cannabis, cocaina e eroina). Un conosciuto e stimato avvocato amministrativista di 30 anni, con un «pollice verde» particolarissimo: la coltivazione di funghi allucinogeni. Iniettato il liquido, il fungo nasce in 4 giorni.
In casa del professionista, i finanzieri hanno trovato funghetti «magici» e siringhe a base di spore provenienti dalla Cambogia e dall'Ecuador. Sono almeno tre i kit rinvenuti per la coltivazione dei micidiali «Psilocybe cubensis».
I militari, grazie al fiuto delle unità cinofile, li hanno trovati dopo non poco sudare. A quanto pare erano nascosti tanto bene che persino i cani antidroga hanno avuto qualche difficoltà. I tre kit erano in giardino, sotto delle pietre; i cinque funghi erano in camera da letto.
«È la prima volta - ammette il capitano Mauro Serrano - che provvediamo a sequestrare un kit del genere: al momento del ritrovamento, abbiamo letto le istruzioni per capire bene di cosa si trattasse».
Naturalmente la posizione dell'avvocato dovrà essere vagliata dal magistrato inquirente, che deciderà se confermare o meno le ipotesi investigative della Guardia di Finanza.
Tutto il materiale è stato acquistato dal legale su diversi siti web specializzati. Per la coltivazione basta infilare l'ago della siringa in un tronchetto tenuto in ambiente umido, iniettare la soluzione, e aspettare che i funghi crescano. Sono sufficienti appena quattro o cinque giorni. Poi bisogna lasciarli essiccarre. Una volta ingerito, lo «sballo» non lascia l'as - suntore prima che siano trascorse 12 ore.
I funghi del genere «Psilocybe», con le loro 80 varietà, fanno parte della famiglia delle «Strophariaceae» e contengono principi attivi quali psilocibina e derivati, che per la loro struttura chimica, sono imparentati con l'Lsd. Tant'è che hanno un effetto psicoattivo molto simile, se pur di più breve durata. Il più «gettonato» tra questi funghi è il «Psilocybe cubensis», comunemente detto «il messicano», che pare generare allucinazioni molto vivide.
Fino a poco tempo fa, i funghi allucinogeni erano venduti nella zona libera di Cristiania, a Copenaghen, ma soprattutto negli «smart shop» dei Paesi Bassi dove è vietata dal luglio scorso. Lo stesso dicasi per la Danimarca. In rete, la vendita avviene in modo illegale e sono diversi i siti che spediscono anche in Italia, dove è vietata la commercializzazione di specie appartenenti ai generi «Psilocybe» e «Stropharia», equiparandoli penalmente a qualsiasi altra droga (cannabis, cocaina e eroina). [GDM]

Etichette: ,

(continua)

martedì 3 novembre 2009

Cronaca / Cani "teppistelli" aggrediscono mortalmente cani e gatti. Paura anche per i cittadini

La ricetta: Spezzatino di cavia in sangue sofferente, rosalato per 2 giorni di agonia.
Ingredienti per 4 rischi per la cittadinanza: 3 cani (randagi o di quartiere) senza guinzaglio e museruola, 1 indifferenza delle istituzioni, 1 vittima indifesa da prendere di mira (gatto o cane o persona o bambino).

Preparazione: Lasciare i 3 cani liberi di girare in branco con la complicità delle istituzioni preposte e degli organi atti a vigilare sulla sicurezza dei cittadini. Attendere (non molto) che i 3 cani invadano una civica abitazione, meglio se con antistante giardinetto, e inseguano a piacimento la vittima (ad esempio un gatto domestico). L'intervento umano tempestivo può scacciare i cani ma non aiuterà la vittima a salvarsi nonostante le tempestive cure veterinarie.

Quello che oggi MaglieWeb vi ha proposto è una vicenda macabra e sconcertante che sempre più spesso sta accadendo a Maglie e che vede protagonisti [tre] cani randagi (o "di quartiere" non è dato saperlo, ma di fatto senza guinzaglio e senza museruola) di taglia medio/grande, i quali da giorni, come conferma il veterinario, aggrediscono mortalmente cani e gatti ed altri animali domestici.
L'esito nefasto delle aggressioni, alle quali nulla hanno potuto le cure veterinarie, pone all'attenzione dei cittadini di Maglie, e di chi dovrebbe occuparsi della loro sicurezza, alcuni interrogativi.

1. E' giusto che vi siano nel centro abitato della città cani liberi di far branco, di sporcare marciapiedi e di introdursi nelle civiche e private abitazioni in cerca di cibo o di qualsiasi altro canino divertimento?
2. Cosa garantisce i cittadini delle non pericolosità dei cani "lasciati liberi"?
3. Chi ci dice che, prima o poi, ad essere aggredito non sia un bambino o un adulto?
4. Spesso i clienti di macellerie, salumerie e supermercati sono "seguiti" all'uscita da "cuccioloni" affamati. E' giusto mettere a rischio la vita dei cittadini per un macchinoso e costruito buonismo nei confronti degli animali?
5. I cani lasciati liberi (randagi o di quartiere) hanno forse più diritti da tutelare rispetto ai cani (e altri animali domestici) di proprietà di nuclei familiari, per i quali valgono tutti gli obblighi di cura e costodia previsti per legge?

Chi dà da mangiare ai cani lasciati liberi, chi a loro si affeziona ma non ha il coraggio di accoglierli nelle proprie case, chi li difende contro la "cattiveria" umana e chi, più semplicemente, non interviene pur nel dovere di farlo, da oggi si senta corresponsabile delle aggressioni, si senta complice di truci delitti, si senta colpevole di ingiuste agonie. [MW]

NDR / A seguito delle rimostranze della referente di Maglie di "Zampalibera", si precisa che, nel raccontare i fatti in articolo, non è da intendersi alcun esplicito o sottinteso riferimento all'operato dell'associazione, del quale ampiamente in questo sito si è dato risalto.

Etichette: ,

(continua)

domenica 30 agosto 2009

Cronaca / Vandali all'assalto della segreteria del ministro Fitto

Mazze da baseball per il raid contro la segreteria del ministro Raffaele Fitto. Sono stati assestati alcuni colpi contro le vetrate del locale di via Cesare Battisti. Le telecamere piazzate nella zona ed un paio di testimoni potrebbero incastrare gli autori del raid. In due, forse tre, sono stati visti fuggire. Ora indagano i carabinieri per risalire agli autori, che rischiano una denuncia per danneggiamento aggravato.

Secco il commento del ministro Fitto: «Sono estremamente sereno ed ho piena fiducia nelle forze dell'ordine che, certamente in tempi brevi, faranno chiarezza su questo episodio per me inspiegabile e che, per quanto increscioso, mi auguro sia un semplice atto vandalico».
Il raid è stato compiuto prima dell'alba, intorno alle 5. La segreteria politica del Ministro per i Rapporti con le Regioni è situata al piano terra di uno stabile. I locali ospitano anche la segreteria del parlamentare del Pdl Luigi Lazzari.
I vetri hanno resistito ai colpi. La mazza invece no. Si è spezzata in due. E, adesso, i resti sono stati recuperati dai carabinieri della sezione rilievi tecnici del Nucleo investigativo per essere inviati ai laboratori del Ris. Saranno i carabinieri con il camice bianco a rilevare eventuali impronte o tracce utili per individuare i teppisti.
I colpi hanno svegliato i condomini. Uno di loro si è affacciato ed ha notato la presenza di tre giovani. Si è messo ad urlare al loro indirizzo e li ha costretti alla fuga. Poco distante, poi, sarebbero stati incrociati da un altro testimone.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Sono state raccolte le dichiarazioni dei testimoni. E sono state acquisite le immagini registrate da alcune telecamere di sicurezza piazzate davanti ad esercizi commerciali. Non ci sarebbe il videotape del raid, ma nelle riprese potrebbero comunque comparire gli autori del danneggiamento durante i loro spostamenti in città. La visione è lunga. Gli investigatori, pur nel consueto riserbo, sembrano fiduciosi.
Nelle indagini sembra essere privilegiata la pista del raid vandalico. Non sfugge la concomitanza con il compleanno del ministro Fitto che, proprio l'altro giorno, ha festeggiato 40 anni. Ma non si trascura nessuna altra ipotesi. Anche quella eventualmente riconducibile ad alcune situazioni di attrito e di tensioni che si stanno vivendo a Maglie.
Le modalità con cui è stato compiuto il danneggiamento, l'arma utilizzata e la mancanza di una rivendicazione portano ad escludere che dietro l'episodio possano esserci frange legate a gruppi politici estremisti. [GDM]

Etichette: ,

(continua)

mercoledì 26 agosto 2009

In Città / Maglie, l'anziana muore: badante scaricata ai giardinetti

La badante diventa «inutile» e la famiglia decide di abbandonarla nei giardinetti pubblici. Un'incredibile vicenda ha visto come protagonista l'altra notte una donna rumena di 54 anni, originaria di Timisoara, letteralmente «scaricata» dalla famiglia di un'anziana che accudiva.

Arrivata in Italia da pochi mesi infatti, la donna aveva prestato servizio in un'abitazione della zona come assistente di una vecchietta, che però poi è deceduta alcuni giorni fa.
Finito il compito, i familiari dell'anziana hanno pensato bene di caricare la badante in macchina insieme a tutti i bagagli (poca roba raccolta in due borsoni) e abbandonarla al suo destino su una panchina del parco cittadino.
La poveretta, spaventata e disorientata, ha chiesto aiuto ai passanti che hanno chiamato gli agenti della polizia municipale. Giunti sul posto, i poliziotti hanno raccolto la testimonianza della collaboratrice domestica e hanno cercato per lei un riparo per la notte. Ad aprirle le porte, dopo un giro di telefonate tra le sedi di assistenza dell'area magliese, è stato il centro «Fraternità Agimi Eurogiovani», l'istituto culturale italo – albanese diretto da don Giuseppe Colavero, che le ha fornito un pasto e un letto. Il centro fondato dal monsignore nel periodo dei primi sbarchi albanesi sulla costa adriatica, dal 1991 dedica la propria attività all'accoglienza di profughi e disperati, attraverso un'integrazione prima di tutto culturale. Tra lo sconcerto degli operatori volontari, che fino ad ora non avevano mai registrato un caso simile proprio in un Salento che era diventato negli anni la terra dell'accoglienza e della solidarietà, la donna si è chiusa in un impenetrabile silenzio, molto provata dall'esperienza vissuta. Chi ha avuto il coraggio di «gettarla» via come uno straccio usato, lo ha fatto a tre giorni dall'inizio della «fase 1» che prevede la regolarizzazione di badanti e colf, sia italiane che straniere, attraverso un versamento di 500 euro e la compilazione di un modulo. «Ma che Paese stiamo diventando? – si chiedono i responsabili del centro culturale – È triste leggere la realtà dei fatti».
Umiliata tanto da essere paragonata a un cane di cui disfarsi, la badante ha espresso la sua volontà di fare immediato rientro in patria, dove ad attenderla c'è un figlio di 23 anni che continuava gli studi universitari in Medicina proprio grazie al denaro che la madre spediva dall'Italia. La partenza è prevista tra domani e dopodomani, il tempo di organizzare il viaggio in aereo. Difficilmente, a detta di coloro che ora sono vicini alla donna per confortarla, la collaboratrice ritornerà in Italia, dove non ha voluto nemmeno presentare una denuncia all'autorità giudiziaria: sembra che voglia chiudere questo brutto capitolo, lasciandoselo per sempre alle spalle. [GDM]

Etichette: ,

(continua)

venerdì 31 luglio 2009

In Città / Trasparenza, Comune di Maglie non adempie alla legge 69/2009

L'«operazione trasparenza» interessa 190 mila dirigenti, tra i quali circa 3.800 appartenenti al comparto Ministeri, 15 mila a Regioni ed enti locali, 137 mila alla Sanità e 10 mila al comparto Scuola. Curriculum vitae, stipendi, assenze, numeri di telefono e indirizzi e-mail: entro oggi tutte le amministrazioni locali devono comunicare queste informazioni sul proprio sito internet.

Lo stabilisce la legge 69 del 18 giugno 2009, fortemente voluta dal ministro Brunetta che sta mettendo mano al comparto pubblico animato dalla volontà di stanare gli «imboscati», i «nullafacenti» e portare alla luce del sole ciò che accade negli uffici degli enti. Voyeurismo? No, spiegano al ministero, ma valorizzazione del capitale umano. I cittadini devono poter sapere con chi hanno a che fare, dice Brunetta, precisando che le modalità delle pubblicazioni sono state concordate con il Garante della Privacy.

Navigando sul web, però, sul sito ufficiale del comune di Maglie, scopriamo che sono presenti (alla data e ora di pubblicazione di questa notizia, ndr) solo due file in formato pdf: quello della circolare e quello delle assenze/presenze di giugno 2009.
Perché ancora mancano i Curriculum Vitae, gli stipendi, i numeri di telefono e gli indirizzi e-mail?

Sarà passata inosservata la richiesta contenuta nella legge 69/2009?
Eppure per supportare le amministrazioni negli adempimenti relativi all'attuazione della norma, così come rappresentato nel testo della circolare n.3 del 2009, e per permettere la standardizzazione dei dati da pubblicare, tutti gli Uffici interessati dalla rilevazione (nessuna eccezione è menzionata per il Comune di Maglie!) potranno utilizzare la procedura per la compilazione on-line dei curricula dirigenti. L’obiettivo - spiegano al ministero - è anche quello di rendere omogenee le informazioni richieste alle amministrazioni dalla nuova legge. In particolare, è stata predisposta una procedura on-line con le istruzioni da seguire per la compilazione dei curricula e sono state individuate delle semplici regole per la pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazioni. [MW]

Collegamento al sito ufficiale del comune:

Etichette: ,

(continua)

lunedì 27 luglio 2009

In Città / Ricercati albanesi in un B&B di Maglie

Bed and Breakfast, che giungla. Scatta il controllo a tappeto e su tredici locali della provincia di Lecce adibiti a B&B (la zona, va specificato, è quella di Maglie e dintorni), una formula preferita sempre più dai turisti, solo tre virtuosi di Otranto si salvano dalla stangata di una multa per irregolarità di vario genere, se non addirittura da una denuncia penale per aver ignorato senza alcuno scrupolo ciò che la legge prescrive: dichiarare in questura le generalità delle persone ospitate.

E' stata la compagnia di Maglie dei carabinieri a decidere di approfondire meglio la conoscenza di diverse strutture ricettive, nate come funghi negli ultimi anni sulla scorta della necessità, da parte dei visitatori del Salento, di trovare un posto dove pernottare a prezzo vantaggioso, in un ambiente familiare e caratteristico, e grazie alle agevolazioni per questo tipo di attività.
Il blitz è scattato ieri mattina ed il risultato, se non è da shock, apre comunque spazio a molte riflessioni. Il caso limite è quello di un B&B di Maglie, dove i militari hanno potuto apprezzare, fra gli ospiti, la presenza di due vecchie conoscenze. Entrambi albanesi, si tratta di Aldrin Berdoj, 35enne, e di Eduard Beli, coetaneo. Il primo è nientemeno che un pregiudicato per furto, rapina e ricettazione che il carcere di Borgo San Nicola attendeva già di accogliere, visto che su di lui pesava un ordine di cattura, dato che deve scontare 4 anni e 6 mesi (senza considerare 5 anni d'interdizione dai pubblici uffici, come ulteriore pena). Il secondo era invece già stato cacciato dall'Italia per immigrazione clandestina, ma evidentemente vi ha fatto ritorno ed ha scelto, è il caso di dire, la formula del B&B per pernottare. Entrambi sono finiti in manette e condotti nel carcere di Lecce. Il titolare del locale in questione, M.V., imprenditore originario di Scorrano, è stato denunciato a piede libero per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. [LP]

Etichette: ,

(continua)

giovedì 16 luglio 2009

Cronaca / In treno. Con due bombe in valigia

Due bombe a mano artigianali nascoste in una borsa collocata sul portabagagli di uno scompartimento. E' la singolare "scoperta" fatta la notte scorsa dagli agenti della Squadra di polizia giudiziaria del Compartimento polizia ferroviaria per il Lazio a bordo del treno "Exp 854", proveniente da Paola e diretto a Roma Termini.

Nell'ambito degli abituali servizi di controllo sui convogli a lunga percorrenza, il personale ha notato che da una borsa - in quel momento incustodita - fuoriusciva parte di un lungo punteruolo. Gli agenti hanno atteso pazientemente che il legittimo proprietario tornasse al suo posto, per poi identificarlo (come Gabriele Cota, 35 anni, originario di Maglie, in provincia di Lecce) e procedere alla perquisizione personale e a quella del bagaglio: all'interno di quest'ultimo sono stati ritrovati, oltre al punteruolo con impugnatura a palla e ad un coltello da cucina con lama di 17 centimetri, due ordigni artigianali realizzati con polvere esplodente, chiodi e frammenti di lattine con innesco costituito, per ciascun ordigno, da due grossi petardi.
Rinvenuti e sequestrati anche altri due petardi, della stessa tipologia di quella utilizzata per l'innesco dei rudimentali ordigni. Approfittando di una breve fermata straordinaria, gli agenti hanno portato a terra tutto il materiale, preso in consegna dagli artificieri della Polizia di Stato che hanno spiegato che i manufatti sequestrati hanno "le caratteristiche di una bomba a mano di tipo offensivo dalla quale, in conseguenza dell'effetto esplosivo, viene prodotta una scheggiatura minuta del materiale ferroso nel raggio di 5/6 metri".
Al termine degli accertamenti di rito, Cota, con precedenti per reati contro la persona e il patrimonio e per violazione della normativa in materia di armi, e' stato arrestato per l'illecita detenzione del materiale esplodente. Secondo gli investigatori, sono "da escludere collegamenti tra il Cota e contesti criminali organizzati sia di tipo comune che di tipo eversivo". [BQ]

Etichette: ,

(continua)

martedì 30 giugno 2009

Cronaca / Finanziere suicida e il mistero della lettera

Maglie: si spara un colpo alla testa con la pistola di ordinanza. A febbraio episodio simile. In 74 pagine lasciate ai colleghi spiega motivi dell’estremo gesto. Una lettera lunga 74 pagine inviata ai colleghi più fidati, quelli che stimava e riteneva valide persone al servizio della comunità e dei cittadini. Una sorta di missiva in cui avrebbe ripercorso le tappe fondamentali della sua esistenza, tragicamente terminata alle prime luci dell’alba di ieri per sua esplicita volontà.

Ha deciso di farla finita ricorrendo al più estremo dei modi un 44enne di Zollino. Faceva il finanziere e lavorava da circa dieci anni presso la tenenza di Maglie. Ed è stato lì, in quella caserma dove quotidiamente si recava per svolgere il proprio lavoro, che il militare è morto. Si è sparato un colpo alla tempia con la pistola di ordinanza mentre era seduto alla sua scrivania: non erano neppure le cinque del mattino quando il tonfo è rimbombato in tutti gli uffici in maniera così forte da spingere i colleghi ad accorrere per vedere cosa fosse successo: la chiamata, se pur tempestiva al 118, non è servita a salvargli la vita.
Poco prima, secondo indiscrezioni, pare che il finanziere avesse inoltrato via mail una lettera ai colleghi in cui sarebbe stata tracciata, passo dopo passo, la sua vita. Ma soprattutto i momenti più tragici: dalla morte della madre, avvenuta circa sette anni fa, che pure si sarebbe suicidata, alla grave sindrome di cui sarebbe affetto il fratello, ai problemi di salute che invece attanaglierebbero la sorella. E poi avrebbe parlato di lui, di come in passato sarebbe miracolosamente scampato alla morte dopo essersi salvato da un incidente stradale in cui invece rimase vittima un collega. E del fatto che, proprio ieri mattina, si sarebbe dovuto recare all’ospedale militare di Bari per essere sottoposto ad una visita psichiatrica. Ma non vi è mai arrivato. Il pm di turno ha disposto l’esame necroscopico. [PN]

Etichette: ,

(continua)

mercoledì 20 maggio 2009

Attualità / Cassazione: "Multare i pedoni se attraversano fuori le strisce"

Devono essere tassativamente multati i pedoni che hanno la brutta abitudine di attraversare la strada fuori dalle strisce pedonali. Il monito arriva dalla Cassazione che ha convalidato la sanzione amministrativa disposta dalla polizia municipale di Massa nei confronti di Enzo B., colpevole di aver attraversato la carreggiata senza servirsi degli appositi passaggi pedonali sistemati ad una distanza di 20 metri dal luogo dell'attraversamento. Inoltre, annota Piazza Cavour, nel caso in cui il pedone abbia attraversato fuori dalle strisce e sia rimasto vittima di un incidente la colpa è sempre sua.

La sanzione amministrativa nei confronti di Enzo B. era stata convalidata dal giudice di pace di Massa nel settembre 2004. Inutilmente l'uomo ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo fra l'altro che nel verbale con cui era stato multato mancava l'indicazione della norma violata.
La seconda sezione civile (sentenza 11421) ha respinto il ricorso di Enzo B. e ha osservato che legittimamente era stato multato avendo "attraversato la strada al di fuori delle strisce pedonali poste a circa 20 metri dal luogo dell'attraversamento". Ancora la Suprema Corte spiega che per violazioni del codice della strada "la mancata indicazione della norma che prevede la sanzione contestata non comporta di per sè la nullità della contestazione della violazione dove l'interessato sia stato posto in condizione di conoscere il fatto addebitato e la contestazione sia stata idonea a garantire l'esercizio del diritto di difesa".
"Raramente però gli automobilisti rispettano le strisce pedonali": il Codacons commenta così la sentenza della Cassazione. "E' vero che il Codice della strada disciplina chiaramente l'attraversamento pedonale - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - ma è altrettanto vero che le strisce raramente vengono rispettate dagli automobilisti, i quali non lasciano la dovuta precedenza ai pedoni. Una siffatta situazione, generalizzata su tutto il territorio, rende quindi indifferente per il pedone attraversare sulle strisce o fuori dalle strisce.
Senza contare che in molte città, Roma in testa, le zebre sono spesso poco visibili perchè quasi del tutto cancellate dall'asfalto".
Il Codacons invita pertanto i pedoni "a rivalersi sul Comune quando ricevano una multa per aver attraversato lontano dalle strisce, nei casi in cui le zebre siano poco visibili, cancellate o mai rispettate dagli automobilisti". Insomma, lo scontro pedoni-automobilisti è appena iniziato. [LR]

Etichette: ,

(continua)

venerdì 15 maggio 2009

In Città / Maglie, quattro cani uccisi con il veleno

Qualcuno si diverte ad avvelenare i cani. È sicuramente dolosa la causa della morte di alcuni animali e tutto fa pensare, non al caso di veleni assunti dall'irrorazione del verde pubblico o dalla derattizzazione, ma alla deliberata azione di qualche scriteriato cittadino. Sono almeno quattro i cani morti in questi ultimi giorni dopo aver accusato sintomi di avvelenamento. All'inizio, si è pensato a un possibile avvelenamento dovuto alle sostanze utilizzate dalla Mta per la derattizzazione. Se così fosse, tuttavia, si sarebbe riscontrata la morte anche di uccelli e piccoli mammiferi, come i gatti ad esempio, oltre che dei cani randagi.

"I cani - spiega la locale responsabile dell'associazione "Zampalibera" Adele Maruccio - sono abituati a brucare, a essere quindi a stretto contatto con le piante, ma nessuno dei randagi, di cui abbiamo una sorta di censimento per tenerli sotto controllo, in particolare dal punto di vista delle sterilizzazioni, ha avuto sintomi da avvelenamento". Gli animali uccisi, infatti, sono tutti di proprietà di famiglie e non randagi.
Qualche anno fa, in ogni caso, capitò davvero che la morte di alcuni gatti fosse riportabile a sostanze medicinali usate per le piante, ma si trattò di un episodio che non si è più ripetuto da allora, a quanto è dato sapere. "Qualunque veleno - spiega Antonio De Donno, agronomo, che segue un incarico anche presso Mta - utilizzato in agricoltura e giardinaggio, possiede un principio per cui, se dovesse essere ingerito da esseri umani o animali domestici, provocherebbe il vomito, con la conseguente espulsione della sostanza. La vera questione, per cui si potrebbe stabilire l'eventuale dolo, è nelle dosi: per la derattizzazione vengono utilizzate dosi minime, che non basterebbero certo a uccidere un cane, neanche di piccola taglia".
In effetti, questa è una delle leggi base della chimica: qualunque sostanza, anche l'acqua, senza il giusto dosaggio può divenire letale. È vero che servono dei determinati permessi, per acquistare dei veleni, ma non esiste una schedatura degli acquirenti, per cui sarebbe quasi impossibile risalire a chi, con scarso senso civico e lo sprezzo della vita di un animale, che possa essere un randagio, o un cane di famiglia, legato all'affetto di bambini e adulti. [GDM]

Etichette: , , ,

(continua)

martedì 24 marzo 2009

In Città / Copersalento, Blasi: «Antonio Fitto si dimetta non è affatto credibile»

Adottato lo stop a tempo della Copersalento con il benestare di Arpa e Asl. La riapertura dipenderà dal cronoprogramma dell'azienda. Domani l'"affaire" approderà in Consiglio comunale. I primi cittadini dell'hinterland riuniti in un controvertice a Melpignano. Critiche a palazzo dei Celestini e non solo.

«L'inquinamento non rispetta i confini comunali, quel vertice non risolve i problemi». È rivolta tra i primi cittadini dell'hinterland magliese che, nelle stesse ore nelle quali in Provincia si teneva la riunione sull'emergenza diossina, si sono ritrovati in una sorta di «controvertice» nel municipio di Melpignano.
Ed è proprio il sindaco di quest'ultimo comune, Sergio Blasi, a sferrare il colpo più duro, chiedendo le dimissioni di Antonio Fitto per le sue «relazioni passate» con la Copersalento: «Oggi non è più credibile» attacca.
Ma andiamo con ordine: il controvertice ha coinvolto i primi cittadini di Melpignano, Cursi, Scorrano, Cutrofiano, Corigliano e Muro Leccese, non convocati alla riunione ufficiale. Tra i primi cittadini (oltre a Blasi, Edoardo Santoro, Mario Pendinelli, Aldo Tarantini, Ada Fiore e Antonio De Iaco) era palpabile l'insoddisfazione per la mancanza di un tavolo comune. Tanto più che l'eergenza diossina non si ferma a Maglie, sia perché il problema non riguarda solo le emissioni nell'atmosfera ma tocca anche la catena alimentare, sia perché attività agricole e allevamenti di bestiame ricadono in gran parte nei territori limitrofi.
«E che tipo di efficacia avrebbe su queste attività», domanda Blasi, «un'ordinanza emessa dal sindaco di un comune vicino? Nessuna, è evidente».
Fin qui gli umori comuni emersi nel controvertice dei sindaci, che stamattina decideranno quali iniziative intraprendere.
Ma il primo cittadino di Melpignano alza il tono dello scontro e riserva un attacco pesantissimo al suo collega di Maglie: Antonio Fitto in una nota stampa aveva auspicato «la stessa attenzione e preoccupazione» da parte dei sindaci dei comuni limitrofi «al fine di ottenere in tempi brevi una mappatura completa dei rischi e, contemporaneamente, dare tranquillità alle popolazioni».
«Invece di atteggiarsi ad eroe, Antonio Fitto deve dimettersi», è la secca presa di posizione di Sergio Blasi, «perché nel trattare questa questione non è né sereno né credibile, avendo nel passato intrattenuto relazioni con la Copersalento al di fuori dalle sue funzioni istituzionali».
Ma Blasi ne ha anche per il comportamento tenuto nella vicenda dall'amministrazione provinciale: «In Provincia», ricorda, «è stata aperta la procedura di autorizzazione alla Copersalento il 22 ottobre scorso. La legge impone un termine di 90 giorni, che però sono abbondantemente passati senza che l'iter si sia ancora concluso. A questo punto l'amministrazione provinciale deve prendere una decisione: o concede l'autorizzane alla Copersalento oppure non gliela concede e allora quel sito va chiuso definitivamente e bisogna procedere alla bonifica dell'area».
Tutt'altra valutazione, infine, per la condotta tenuta dalla Regione Puglia attraverso l'Arpa e l'Asl. «Il dato politico vero», conclude Sergio Blasi, «è che finalmente questo territorio ha degli organismi di controllo che controllano. Fino al 2005 l'Agenzia regionale era solo un cartello indicatorio: è stata la Regione guidata da Nichi Vendola a far diventare quella sigla una realtà. E oggi se ne toccano con mano gli effetti». [GDM]

Etichette: , ,

(continua)

lunedì 23 marzo 2009

In Città / Controlli della Asl: diossina in latte e carne

Da indagini a campione un risultato eclatante. La scoperta di diossina nelle carni e nel latte non è stata frutto di un'indagine mirata, ma di normali accertamenti che il servizio di veterinaria del distretto di Maglie della Asl, diretto dal dottor Corrado Denotarpietro, compie normalmente. Nei giorni scorsi i rilievi hanno interessato due aziende agricole, entrambe ad est dell'abitato di Maglie.

La prima è in agro di Maglie nei pressi di Otranto ed è risultata indenne, la seconda è in agro di Cursi, ma in pratica confina con la frazione di Morigino. Entrambe sono a poca distanza dallo stabilimento Copersalento, ma la seconda si può dire che ha i pascoli a confine con l'opificio. In quel caso, nel latte di mucca è stata rilevata una concentrazione di diossine pari a 12,83 picogrammi per litro (il valore massimo ammesso è sei). Alte concentrazioni anche nelle carni dei bovini e nel latte delle pecore, ma in questo caso c'è da fare un distinguo. Mentre l'analisi del latte di mucca è stata eseguita per due volte in due diversi laboratori dell'Istituto di zooprofilassi ed il risultato è certo, sia dal punto di vista scientifico, sia legale, l'indagine sulle carni e sul latte ovino sono state effettuate dall'Inca (Istituto nazionale di chimica) e non hanno valore giuridico. C'è da aggiungere che nel latte di pecora sono stati riscontrati anche benzopireni in alta concentrazione. Intanto la carne inquinata è andata "dispersa" perché il campionamento è stato eseguito in occasione della vendita, nel pressi del mercato di piazza Immacolata, "dal produttore al consumatore" di un capo macellato. Non così il latte di mucca che è normalmente destinato ad un caseificio nei pressi di Lecce e ora è lì sotto sequestro ed in attesa che si stabiliscano le modalità di smaltimento.
Intanto è in atto un dibattito sulla effettiva nocività delle quantità di diossine rilevate nei fumi della Copersalento e negli animali. Secondo alcune dichiarazioni rilasciate dal professore Assennato, direttore dell'Arpa, non si tratterebbe di dosi tanto significative da incidere sulla salute umana. Non è dello stesso parere il presidente della commissione ambiente della Provincia, Nicolino Sticchi ricorda che sono ritenuti sopportabili da uno a quattro picogrammi per chilo di massa corporea e che la diossina ha la caratteristica di accumularsi e restare per anni nell'organismo. [GDM]

Etichette: , ,

(continua)

venerdì 13 marzo 2009

In Città / Copersalento: chiusura con decorrenza immediata

La notizia giunge con una nota diramata dalla Provincia di Lecce. La Coopersalento di Maglie chiude. Almeno per ora. Il valore accertato dall'Arpa, relativo alla presenza delle diossine nell'aria, in questi giorni era otto volte superiore a quello massimo previsto per legge. "Con provvedimento odierno, firmato dal dirigente del Servizio rifiuti della Provincia di Lecce Dario Corsini - si legge - si è provveduto alla chiusura, con decorrenza immediata, dell'impianto della Copersalento".

Nel luglio scorso, l'Arpa aveva riscontrato che la tossicità delle diossine prodotte era 420 volte superiore al limite. In quella occasione Provincia di Lecce, Comune di Maglie e Arpa ribadirono la necessità di avere da parte dell' azienda un piano operativo che avrebbe consentito di svolgere i controlli sulle emissioni così da assicurare ai cittadini circa l'impatto ambientale sull'attività aziendale. Poi, si tenne un altro incontro presso gli uffici provinciali di via Botti a Lecce, al fine di valutare la situazione che si era venuta a creare nel sansificio di Maglie, a seguito dei risultati sui controlli dell'Arpa. Vi parteciparono l'assessore provinciale all'Ambiente Gianni Scognamillo, il dirigente provinciale del Servizio Rifiuti, scarichi ed emissioni Dario Corsini, il sindaco di Maglie Antonio Fitto, i responsabili dell'Arpa Blonda e Calabrese, ed i rappresentanti dell'azienda.
Nell'ambito dell'incontro emersero le azioni da intraprendere anche se fino ad allora era stato impossibile svolgere i successivi controlli di verifica dell'impianto da parte dell'Arpa e che, comunque, l'azienda aveva avanzato la richiesta di riprendere l'attività escludendo l'utilizzo del "Cdr" (combustibile da rifiuti), al fine di testare in sicurezza la turbina T2, causa dell'interruzione dell'attività di queste settimane. E nel confronto con le parti fu più volte ribadito che gli enti preposti ai controlli non permetteranno l'ordinaria ripresa se non saranno garantite condizioni di assoluta sicurezza.
Da quel momento la Provincia aveva vietato alla Copersalento la prosecuzione dell'attività con l'utilizzo del "Cdr" (combustibile da rifiuto). L'azienda si era impegnata all'utilizzo esclusivo di cippato di legno vergine e in parte di nocciolino di sansa. Nonostante ciò, dopo le analisi effettuate, così come richiesto dalla Provincia, il valore accertato dall'Arpa, relativo alla presenza delle diossine nell'aria, in questi giorni era otto volte superiore a quello massimo previsto per legge.
"Abbiamo sempre vigilato e siamo stati in prima linea al fine di tutelare la comunità salentina – afferma l'assessore provinciale all'Ambiente Gianni Scognamillo - ma purtroppo con oggi trovano conferma i dati riscontrati già a luglio scorso. Tante sono state le difficoltà in tutti questi mesi nel fare le verifiche necessarie sull'impianto. Grave è la responsabilità dell'azienda nel non aver attivato nessuna iniziativa concreta per mettere norma l'impianto".. [LP]

Etichette: , ,

(continua)

giovedì 12 febbraio 2009

Cronaca / Casalinga truffatrice colpisce ancora

I Carabinieri della locale Stazione hanno deferito M.T., 61enne originaria del foggiano ma ormai stabilitasi a Maglie, già denunciata almeno altre tre volte per lo stesso tipo di reato.

Mediante artifici e raggiri consistiti nel fare delle richieste di acquisto merce via telefono sostenendo sempre di essere impossibilitata a muoversi e richiedendo la consegna a domicilio di un televisore LCD 37" marca LG, del valore di 900,00 euro, presentandosi sotto falso nome, nel rimandare poi con varie scuse il pagamento della merce, ha indotto in errore l'Amministratore Unico di una Ditta di Galatina che le aveva fatto la consegna. Nella mattinata di ieri, presso l'abitazione della nota truffatrice, i militari hanno rinvenuto e sequestrato il televisore, poi restituito al legittimo proprietario. [IG]

Etichette: ,

(continua)

giovedì 29 gennaio 2009

In Città / Spazzatura-export, i «furbetti» di Maglie scaricano a Scorrano

A qualche magliese la raccolta differenziata non va proprio a genio. Le cattive abitudini sono dure a morire e così, fatta la legge trovato l'inganno. Come? La risposta è semplicissima ed «efficace»: basta fare qualche centinaio di metri e scaricare liberamente la spazzatura lungo le strade di qualche paese vicino. E c'è chi ha pensato che Scorrano possa andare benissimo.

E a Scorrano, infatti, si trovano a fare i conti con i rifiuti «da esportazione», tutti rigorosamente targati Maglie. Tanto rigorosamente che fra la spazzatura rinvenuta figura addirittura quella prodotta neientemeno che nel municipio di Maglie. Scoperta imbarazzante, certo, e meritevole di molteplici approfondimenti.
Un vizio duro a morire, si diceva, tanto duro che i vigili urbani e gli amministratori comunali di Scorrano sono stati costretti ad intervenire ripetutamente nel tentativo di debellare il fenomeno in Via vecchia Maglie.
E a nulla, per la verità, sono serviti i cartelli che ribadiscono il divieto di discarica.
Ripulita la strada da cima a fondo, sono bastati pochi giorni perchè la situazione ritornasse quella che era. Così, a mali estremi estremi rimedi. I vigili urbani hanno dichiarato guerra agli sporcaccioni e si sono muniti di buoni guanti da lavoro. Per farne cosa? Per mettere mano alla spazzatura, anzi, nella spazzatura. E tre cittadini di Maglie avranno presto «notizie» dal Comando. Notizie «in forma» di multa: 150 euro a testa. E sì, perchè i vigili urbani hanno esaminato tutti documenti presenti all'interno delle buste della raccolta carta. E dopo un meticoloso lavoro, tramite alcune bollette e ad alcune fatture la polizia municipale è risalita all'identità di tre «esportatori» di pattume.
Ma il sindaco di Scorrano, Mario Pendinelli, non sembra ancora pienamente soddisfatto. «Mi auguro che il fenomeno possa presto volgere al termine. Di fronte ad un tale scempio non possiamo continuare ad essere tolleranti. Saranno sanzionati tutti coloro che saranno sorpresi ad abbandonare i propri rifiuti per le strade del nostro paese. E le multe, vi assicuro, non saranno improntate alla benevolenza e alla comprensione». [GDM]

Etichette: ,

(continua)

lunedì 26 gennaio 2009

Cronaca / Maglie, un festino a luci rosse solo per carabinieri... presi

Dopo il sequestro scatta l'arresto. I militari sono tornati nel circolo Endas «Loft» di Maglie che, trasformato in discoteca non autorizzata, la Guardia di finanza aveva chiuso due settimane fa, ed arrestano il gestore.

In manette ad opera dei carabinieri della Compagnia magliese comandata dal maggiore Andrea Azzolini, è finito Fabrizio Corciulo, quarant'anni, del luogo. A lui, gli uomini dell'Arma hanno contestato il reato di sfruttamento della prostituzione. E tanto perché nel locale, avrebbe organizzato feste a base di musica e sesso.
Il condizionale è d'obbligo solo perché chi scrive, nel locale non c'era, ma ad appurare che davvero di feste a base di musica e sesso si trattava, hanno provveduto gli stessi carabinieri.
Venuti evidentemente a conoscenza del fatto che all'interno della «Loft» c'erano donne che, d'intesa con l'impresario, vendevano il proprio corpo il cambio di denaro, si sono fatti avanti nella maniera più semplice. Hanno contattato al telefono il circolo Endas, che nonostante la chiusura operata dalle Fiamme Gialle continuava a funzionare da discoteca, e si sono accordati per una festa di addio al celibato. Naturalmente si sono assicurati che, oltre alla musica, non mancassero le ragazze da presentare al futuro sposo; e dopo aver concordato anche il prezzo, 250 euro, si sono dati appuntamento per la tarda serata di sabato.
Attorno a mezzanotte, nella «Loft», che si trova in via Piccinno, nella zona industriale della città, si sono presentati una dozzina di giovani. Che altri non erano se non carabinieri in borghese, che il maggiore Azzolini aveva reclutato fra quelli sicuramente sconosciuti a Fabrizio Corciulo ed ai suoi collaboratori.
Tra i militari in incognito, c'erano uomini della stessa Compagnia magliese, ma anche delle stazioni di Martano e di Soleto, e persino della motovedetta di stanza a Otranto.
Una volta nel locale, i festeggianti hanno presentato il futuro sposo, scelto fra il più giovane di loro, alle tre ragazze che l'impresario aveva messo a disposizione, e prima di palesarsi, hanno atteso gli eventi. Il più importante dei quali, ha riguardato la consegna dei 250 euro a suo tempo pattuiti per la festa di addio al celibato, nelle mani di Fabrizio Corciulo.
A quel punto, tesserini di riconoscimento alla mano, i carabinieri si sono dichiarati, e per l'uomo sono scattate le manette. Non quelle che, per rendere più eccitante la serata, una della ragazze aveva nel frattempo stretto attorno ai polsi del finto futuro sposo. [GDM]

Etichette: ,

(continua)

martedì 6 gennaio 2009

In Città / Diossina nei terreni intorno alla Coopersalento

La diossina rilevata nel terreno a poca distanza dallo stabilimento della Copersalento non può essere attribuibile ai fumi del camino dello stesso stabilimento. Ad affermarlo sono gli avvocati Fabio Valenti e Stefano Miglietta, che curano gli interessi legali dello stabilimento e che si rifanno ad una nota della direzione generale dell'Arpa Puglia nella quale si sottolinea che «le analisi eseguite sui campioni) attinti da dieci punti di prelievo) hanno consentito di appurare solo in un caso valori superiori a quelli riportati in letteratura e che la distanza dal punto rispetto al camino ha indotto l'Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell'ambiente ad escludere la riconducibilità del dato alle emissioni convogliate dell'impianto. Si è pertanto formulata l'ipotesi che tali esiti analitici siano da ricondurre a emissioni diffuse o abbandono di materiali sul suolo».

I prelievi, a circa un centinaio di metri dallo stabilimento, accertarono la presenza di diossina nel terreno pari a 16-17 nanogrammi per chilo, valori una volta e mezzo superiori al limite. Tracce di diossina sono state trovate anche negli aghi di pino nella zona circostante allo stabilimento. Dal camino della Copersalento fu rilevata la presenza di diossina nella scorsa primavera in quantità notevolmente superiore ai limiti di legge. Non si può però affermare che quella trovata nel terreno a cento metri dallo stabilimento sia la stessa.
«È molto improbabile, quasi da escludere, vista la distanza, che quella presenza nel terreno sia riconducibile alle emissioni del camino che pure sono state rilevate in precedenza - spiega il dottor Massimo Blonda, direttore scientifico dell'Arpa Puglia - tuttavia la tipologia della diossina riscontrata nel terreno è compatibile con quella emessa dal camino. Ragione per cui non possiamo escludere che derivi dalle attività della Copersalento o tramite emissioni diffuse, oppure abbattimento di fumi. Però non possiamo esserne certi, anche l'abbandono di rifiuti o una discarica abusiva potrebbe aver lasciato nel terreno quel residuo». [GDM]

Etichette: , ,

(continua)

mercoledì 26 novembre 2008

In Città / Tenta la rapina con una pistola giocattolo

L'intento era quello di mettere a segno una rapina, ma per l'uomo i piani sono saltati. Con una pistola giocattolo tenta di minacciare la cassiera per farsi dare il denaro, ma le urla della stessa lo mettono in fuga. Indagini in corso da parte dei cc di Maglie.

Nella serata di ieri, 25 novembre 2008, alle ore 19:50 circa, a Maglie (Le), in via Nuzzichi, un individuo travisato e armato di pistola, quasi sicuramente giocattolo, è entrato all' interno del supermercato "Blu Star", e sotto minaccia ha tentato di mettere a segno una rapina; non riuscendo nell'operazione e a seguito delle grida della cassiera, si è allontanato dileguandosi per le vie cittadine a piedi. L'autorità giudiziaria è stata informata di tale fatto dalla stazione dei carabinieri di Maglie (Le), che stanno procedendo con le indagini per risalire all'uomo che ha compiuto il gesto.
Non si sa se sarà possibile rubricare la rapina: la pistola era sicuramente un giocattolo, se n'è accorta anche la cassiera. Il presunto malvivente è stato per quasi 5 minuti a decidere se infilarsi il passamontagna oppure no, facendosi vedere in volto da più persone; poi ha appoggiato il giocattolo sulla cassa facendolo roteare come una roulette russa per bambini chiedendo i soldi, pare anche in maniera emozionata, sino a che la cassiera non ha urlato e chiesto aiuto all'addetto alla macelleria che è corso verso la cassa trovando solo la donna ancora scossa.
Sul posto sono intervenuti i cc della stazione di Maglie che ora verificheranno anche le immagini delle telecamere posizionate fuori dai vari negozi del centro storico. [PN]

Etichette: ,

(continua)

domenica 16 novembre 2008

In Città / Cocaina nell'ovetto. Preso spacciatore

Venne indagato già tre anni addietro nell'ambito dell'operazione "Tre anelli", una vasta operazione antidroga portata avanti dai carabinieri della compagnia di Maglie, ma poi scagionato nelle aule di tribunale dalle accuse addebitategli. Ora ritorna nelle cronache Benedetto Cazzato, operaio 28enne magliese, che sempre i militari del Norm di Maglie, comandati dal maggiore Andrea Azzolini, hanno sorpreso nella notte, poco prima dell'una, con diversa sostanza stupefacente. In totale gli sono stati attribuiti 26,5 grammi di cocaina, conservata in diversi punti differenti.

I militari continuavano a tenerlo d'occhio da qualche tempo, ritenendo che potesse spacciare droga nella sua città, nonostante le precedenti assoluzioni, e nella notte, scorgendo movimenti ritenuti sospetti, lo hanno seguito mentre si trovava a bordo della sua Fiat Bravo. Fermato e sottoposto a perquisizioni del veicolo, personale e domiciliare, è stato trovato in possesso di cocaina, bilancino precisione e materiale per il confezionamento delle dosi, tutto sottoposto a sequestro.
La sorpresa più grossa – è davvero il caso di dire -, nell'auto di Cazzato, dove i militari hanno trovato il classico involucro in plastica contenuto negli ovetti di cioccolata che si vendono nei bar, con dentro dieci dosi di sostanza stupefacente. Ma, come, detto, i carabinieri non si sono fermati a questa ricerca ed hanno deciso di andare nei pressi della sua abitazione. In precedenza, sarebbe infatti stato notato fermarsi e fare alcuni movimenti nell'atrio del palazzo dove risiede. E dall'interno di un contatore dell'Enel sono sbucate altre 7 dosi di cocaina (6,10 grammi in tutto) contenuti in un unico involucro, 10 grammi di mannite (sostanza usata spesso per il taglio della droga), un bilancino di precisione e delle buste tagliate per il confezionamento delle dosi. Benedetto Cazzato è stato così dichiarato in arresto e condotto presso la casa circondariale di Lecce, a disposizione dell'autorità giudiziaria. [LP]

Etichette: ,

(continua)

martedì 4 novembre 2008

Cronaca / Incidente stradale: muore prof del Capece

Un impatto devastante, contro un guard-rail, un'aiuola che scorre ai margini della carreggiata e, forse, anche contro un cartello stradale. Poi, il volo, purtroppo fatale, nella parte sterrata che sorge ai margini della via. A perdere la vita, durante il trasporto in ospedale, Fernando Scoletta, 58enne, di Muro Leccese.

Troppo gravi le lesioni riportate nell'impatto, l'uomo non ha retto ed è spirato durante il trasporto verso il nosocomio "Cardinale Panico" di Tricase, dopo essere stato invano prelevato da un'ambulanza del 118, su chiamata da alcuni automobilisti di passaggio. Teatro dell'ennesimo, tragico decesso sulle vie del Salento, intorno alle 17,30, la provinciale Maglie-Poggiardo, all'altezza dello svincolo per Muro Leccese e Sanarica. La ricostruzione della dinamica è affidata ai carabinieri della compagnia di Maglie.
L'uomo, che si trovava a bordo del suo scooter Honda 125 grigio, per motivi in fase di accertamento, tornando verso casa dalla sua famiglia da Castro, dove si era recato qualche ora prima, è improvvisamente uscito di strada, andando a schiantarsi contro il guard-rail ed un'aiuola che costeggia la via, all'altezza dell'indicazione per la svolta verso il comune dove risiedeva. Lo scooter è stato trovato dai soccorritori ai margini della provinciale, l'uomo riverso per terra, con il casco addosso. Un'accortezza che però, purtroppo non è servita a salvargli la vita. Nel tremendo impatto sono volati in aria specchietto retrovisore e bauletto.
Il 58enne era ancora vivo, quando è stato soccorso dai sanitari, ma già in condizioni critiche, tanto che durante il tragitto il suo cuore ha smesso di battere. Non è da escludersi – ma è solo una mera ipotesi senza conferme – che Scoletta possa essere stato stretto sulla destra da qualche auto in transito a forte velocità, in quel momento, e che per questo possa aver perso il controllo dello scooter, finendo la sua corsa fuori strada. Scoletta, che lascia la moglie e due figli che abitano fuori, era uno stimato docente di diritto presso il liceo statale "Capece" di Maglie. [LP]

Etichette: ,

(continua)

mercoledì 22 ottobre 2008

Cronaca / Grave incidente sulla Maglie-Otranto

Rocambolesco incidente stradale in serata sulla SS16 Maglie-Otranto all'altezza del dstributore di carburanti Agip. Coinvolte un fuoristrada e un camion. Ad avere la peggio il guidadore dell'autovettura soccorso immediatamente dal 118. Indagano i Carabinieri.

È di un ferito grave l'incidente verificatosi intorno alle 23:30 allo svincolo d'uscita della stazione di servizio Agip sita sulla Maglie-Otranto. Un tremendo impatto tra un grosso camion e un fuoristrada che ha bloccato per quasi due ore l'importante arteria provinciale in entrambi i sensi di marcia. Subito intervenuti i clienti del bar che hanno assistito alla scena e hanno prontamente allertato le forze dell'ordine e cercato di recare i primi soccorsi.
Ad avere la peggio nel rocambolesco scontro il guidatore del fuoristrada, Giuseppe Carrozzo, 46 anni, di Lecce, tenente colonnello della Guardia di Finanza che è stato estratto dalle lamiere della sua vettura dai vigili del fuoco del distaccamento di Maglie in condizioni apparse subito gravi. Ai sanitari del 118, intervenuti immediatamente sul posto, sono toccate le cure del caso e hanno trasportato d'urgenza Carrozzo nel vicino ospedale di Scorrano. In nottata poi il trasferimento al Vito Fazzi di Lecce dove questa mattina è stato operato. Ha subito un trauma toracico e riportato fratture multiple. La prognosi è riservata. Solo tanta paura e uno stato confusionale per il guidatore del grosso mezzo.
A chiarire le dinamiche del sinistro i carabinieri che hanno effettuato tutti i rilievi del caso. Carrozzo stava tornando a casa a Lecce da Otranto dove si era intrattenuto in casa di parenti. Molto probabilmente a causare l'impatto è stata una manovra azzardata dell'autista del camion che, uscendo dalla stazione di rifornimento, ha effettuato una pericolosa inversione di marcia per immettersi sulla strada in direzione Maglie. Dalla corsia che da Otranto conduce a Maglie transitava il fuoristrada che, forse a causa dell'elevata velocità, non ha potuto evitare l'impatto frontale con il mezzo ormai a centro strada, prendendolo sulla fiancata destra. Dopo il devastante scontro l'autovettura è precipitata a lato della strada dove è presente un dislivello del terreno di circa tre metri e, incredibilmente, il camion ha continuato la sua folle corsa abbattendo prima il guardrail che delimita la strada dalla stazione di servizio e poi un palo della corrente elettrica, rimanendo infine bloccato in equilibrio sulla rampa d'uscita della stessa benzina. Per molti metri sull'asfalto e all'interno dell'area di servizio i detriti dei due mezzi coinvolti nel'incidente tra cui una ruota e il grosso serbatoio di benzina del camion staccatisi nel violento urto. L'autocarro, lungo circa dieci metri è stato posto sotto sequestro.

Non è la prima volta che la SS16 Maglie-Otranto è scenario di gravi incidenti stradali, tra cui alcuni mortali. La pericolosità della strada che conduce nella città idruntina è stata oggetto negli anni di studi per l'ammodernamento e la messa in sicurezza. Sono stati stanziati, infatti, 57milioni di euro per l'esecuzione di lavori che prevedono una durata di circa quattro anni. Il progetto definitivo, redatto dal Compartimento della viabilità della Puglia dell’Anas, prevede un tracciato dello sviluppo complessivo di circa 14 chilometri a due carreggiate, separate da uno spartitraffico centrale, con due corsie per senso di marcia e banchine laterali in entrambe le carreggiate. Tra le opere principali, sono previsti due sottovia, un sovrappasso e quattro svincoli a livelli sfalsati. Il bando di gara per la progettazione esecutiva dell’infrastruttura è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 17 dicembre dello scorso anno. [MW]

Etichette: ,

(continua)

martedì 14 ottobre 2008

In Città / Parco della Rimembranza, vandali danneggiano parco giochi. Denunciati

Le cose belle durano davvero poco. Purtroppo. E' quanto accaduto alle attrezzature che, nell'agosto scorso, la Pro Loco Unpli Maglie ha provveduto ad installare, d'intesa con l'amministrazione comunale di Maglie, presso il "Parco della Rimembranza".

Costate ben 4.665,00 euro, le attrezzature che abbellivano il giardino pubblico di via Lecce sono state seriamente danneggiate da parte di ignoti nell'identità, vandali nella mentalità, studenti, forse, di "professione". Non sembra essere soltanto una coincidenza, infatti, che i danneggiamenti siano cominciati in concomitanza con l'inizio dell'anno scolastico.
Prima o dopo le lezioni, e forse in alternativa ad esse, molti studenti trovano sollazzo proprio nel giardino pubblico di via Lecce, in attesa dei pullman con i quali effettuano i transfer da e per Maglie. Ma senza studiare, senza interrogazioni, senza compiti in classe il tempo sembra non passare mai e unica alternativa è risvegliare la natura animalesca dell'uomo primordiale che tanti secoli di civilizzazione pare non siano riusciti ad ammansire.
Non si sa quanto siano servite da mònito le identificazioni da parte di polizia e carabinieri dei giovani che, avendo marinato la scuola, si sono ritrovati a Lecce in Piazza Sant'Oronzo o nelle sale giochi e, a Maglie, presso la stazione ferroviaria ma, più che di studenti svogliati o di giovani annoiati, per i danneggiamenti alle attrezzature del parco giochi, si tratta di veri e propri vandali, destinatari di denuncia. Ed è proprio quello che Dario Massimiliano Vincenti, presidente della Pro Loco Unpli di Maglie ha sporto verso ignoti chiedendo alle autorità competenti di vigilare affinché non si ripetano i danneggiamenti, penalmente rilevanti e valutabili, e manifestando la volontà di costituirsi parte civile per i danni subiti e subendi qualora si proceda con l'emissione di decreto penale di condanna nei confronti di chiunque sia ritenuto responsabile dei fatti denunciati.
I Magliesi non possono tollerare che gli sforzi di riqualificare un parco pubblico siano vanificati da balordi in cerca di trastullo e chiunque, segnalando alle forze dell'ordine il verificarsi dei danneggiamenti, può contribuire a fare di Maglie una città bella ed accogliente. [MW]

Etichette: , ,

(continua)

venerdì 3 ottobre 2008

Cronaca / Incidente mortale alla Copersalento

È di un morto e un ferito grave l'incidente sul lavoro verificatosi in serata all'interno dell'opificio Copersalento, sito sulla zona artigianale. I due manovali stavano effettuando alcuni lavori sulle torri dei filtri dell’azienda quando sono caduti nel vuoto da un'impalcatura da un'altezza di cinque metri.

Due operai sono caduti nel vuoto da un'altezza di circa cinque metri. Il fatto è accaduto intorno alle 19,30 nello stabilimento Copersalento di Maglie. Uno dei due lavoratori è purtroppo deceduto, il suo collega è stato trasportato d’urgenza da un'ambulanza del 118 presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, in codice rosso. Le sue condizioni sono gravi, ma non è in pericolo di vita. Si tratta di Mirko Verardi, 33enne di Scorrano. Ha riportato un trauma cranico, la prognosi è di 30 giorni. La vittima si chiamava Sergio Cariddi, 36enne di Uggiano La Chiesa, sposato e padre di un bambino. Sarebbero risultate fatali le lesioni interne causate dalla rovinosa caduta.

Da quanto si è appreso dalle prime ricostruzioni, i due manovali stavano effettuando alcuni lavori sulle torri dei filtri dell’azienda, quando improvvisamente, per cause in fase di accertamento, è avvenuta la tragedia. Verardi e Cariddi sono precipitati rovinosamente, un terzo collega di lavoro, un 32enne di Maglie che si trovava con loro, ha assistito alla terribile scena dall’alto, senza poter impedire il fatto. Per Cariddi, purtroppo, non c’è stato niente da fare. Verardi, invece, è stato più fortunato: è precipitato infatti su una catasta di legna, che ha attutito il drammatico volo.

La ricostruzione è affidata ai carabinieri della compagnia di Maglie, diretti dal maggiore Andrea Azzolini. Sul posto anche il magistrato di turno presso la Procura Antonio De Donno, il medico legale Antonio Vaglio, i funzionari dello Spesal ed i vigili del fuoco. La Copersalento, come noto, è un’azienda al centro in questi giorni di un ampio dibattito politico per tematiche ambientali. Opera nell' estrazione di olio di sansa dalla sansa vergine e nella produzione di vapore e di energia elettrica tramite combustione di sansa esausta e di rifiuti speciali non pericolosi. In questi giorni è al vaglio un piano industriale per la riorganizzazione della produzione. Provincia di Lecce ed Arpa sono intervenuti con controlli per verificare le emissioni prodotte in atmosfera. Secondo l’Arpa i limiti di legge per l’emissione di diossina sono stati sforati del 420 per cento. [LP]

Etichette: , ,

(continua)

venerdì 12 settembre 2008

Cronaca / In due rapinano la gioielleria

Maxi-rapina in mattinata a Maglie ai danni della gioielleria "Toma": il colpo ha fruttato un ammanco di goielli e monili per un valore che supera i 100 mila euro.

Epilogo dell'irruzione con il fiato sospeso per i due titolari, presi in oostaggio dai due malviventi, fuggiti con un bottino di ori di elevato spessore. La rapina è stata consumata in prima mattinata, intorno alle 9,15. Un bandito, spacciandosi per un comune cliente, è entrato nel negozio nel centro di Maglie ed ha chiesto di poter visionare i monili, che si trovavano nella cassaforte.
Dopo alcuni minuti è comparso un complice che, pistola in pugno, ha intimato ai due titolari a farsi consegnare l'ingente bottino, custodito nel caveau. Un bandito ha anche sferrato tre pugni ad uno dei titolari per poi fuggire a bordo di un mezzo a due ruote. Indagini in corso affidate ai carabinieri di Maglie. [LP]

Etichette: ,

(continua)

lunedì 1 settembre 2008

Cronaca / SP 363: "Atto simbolico di commemorazione" in ricordo di Alessandro Vadruccio

Il signor Beniamino Piemontese, cittadino italiano ed europeo, in segno di cordoglio per la tragica scomparsa del giovane magliese Alessandro Vadruccio, avvenuto il 5 agosto scorso a causa di un fatale incidente stradale sulla Strada Provinciale SP 363 che collega Maglie a Poggiardo, ha informato (lo scorso 30 agosto) le autorità politiche e le forze dell'ordine della sua intenzione di dare vita ad un "Atto simbolico di commemorazione", in occasione della ricorrenza del Trigesimo della scomparsa di Alessandro.

Un gesto personale di umana pietà e di dolorosa vicinanza ai familiari della vittima, che consisterà nella deposizione, venerdì 5 settembre 2008, dalle ore 12 alle ore 13, in un punto preciso della suddetta strada SP 363, di un lenzuolo bianco macchiato di rosso, a raffigurare la morte tragica e la perdita della giovane vita e, al contempo, la grave pericolosità dovuta, purtroppo, alla concreta possibilità del ripetersi di tali circostanze luttuose.
La decisione del sig. Beniamino Piemontese fa seguito alla missiva inviata, il 28 agosto 2008, al Presidente della Provincia di Lecce e agli Assessori Provinciali ai Trasporti e Mobilità ed ai Lavori Pubblici, nella quale manifestava la ferma protesta per le condizioni di precarietà e di pericolosità pubblica per l’incolumità dei cittadini e degli automobilisti della Strada Provinciale SP 363 Maglie-Poggiardo, che sono state riscontrate purtroppo di persona da Piemontese e dalla moglie Carla De Nunzio. La disavventura a Piemontese è accaduta alle prime ore del giorno 25 agosto 2008 di ritorno da una manifestazione culturale tenutasi a Vaste, percorrendo il tratto della strada provinciale SP 363 da Poggiardo a Maglie.
Nonostante i trentaquattro anni di esperienza di guida motociclistica, pur procedendo a velocità moderata e con cautela, Piemontese non è riuscito a controllare lo slittamento dello scooter Piaggio cc 125 sul quale viaggiava insieme alla consorte, finendo fuori strada.
«I tristissimi momenti di terrore, le ferite ed il dolore provocati dallo sciagurato incidente che si è abbattuto su di noi, colpendoci e ferendoci fisicamente, ma soprattutto moralmente, - afferma Piemontese - sono stati ampiamente e prontamente superati dall’umanità e dall’efficienza dei soccorritori che sopraggiungevano in auto e che si sono immediatamente fermati a darci soccorso, prodigandosi prontamente».
A pochi giorni dallo scampato pericolo, Beniamino Piemontese esprime la più ferma ed indignata protesta per lo stato e le condizioni della Strada Provinciale SP 363 e chiede il ripristino e la messa in sicurezza della Poggiardo-Maglie, così come, ancor prima e senza risposta, aveva chiesto Eva Ruggeri, Consigliere Nazionale dell'Associazione "Familiari e Vittime della Strada". (cs)


Il tratto di strada interrotto della SP 363 (foto del 30 agosto 2008)



Etichette: ,

(continua)

martedì 5 agosto 2008

In Città / Cantieri pericolosi e strada «killer»: Presidente, perchè?

Eva Ruggeri, consigliere nazionale dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, a seguito dell'incidente, purtroppo tragico, che ha coinvolto il giovane magliese Alessandro Vadruccio, così scrive al Presidente della Provincia di Lecce Giovanni Pellegrino:

Egregio Presidente,
siamo ancora una volta sopraffatti dallo sgomento e dalla rabbia per l'ennesimo incidente che si poteva, si doveva evitare.
Sulla Provinciale 363, la Maglie-S.Cesarea Terme, stanotte ha perso la vita un giovane uomo di 31 anni, Alessandro Vadruccio, di Maglie.
La Provinciale è interrotta da un cantiere, nato col lodevole obbiettivo di costruire un ponte che agevoli l'accesso alla strada dalle vie vicinali.
Siamo consapevoli che l'allestimento di un cantiere comporta dei disagi, e siamo pronti a tollerarli a fronte dei vantaggi che dall'opera ultimata dovrebbero derivare alla sicurezza. Ma ci domandiamo: perché, Presidente, non si è fatto tutto il possibile per minimizzare i rischi necessariamente connessi all'opera in corso?
Perchè il cantiere, aperto a ottobre dello scorso anno, è stato sospeso durante l'inverno? Perchè i lavori, ripresi a giugno, sono ancora in corso ad agosto, al culmine della stagione turistica, e proprio quando una strada di per sé inadeguata diventa un'arteria ad altissima percorrenza?
Perchè un tratto di strada di tale pericolosità, che costringe gli utenti ad un inatteso percorso a ostacoli, è così scarsamente illuminato?
Siamo certi che le ragioni di tutto ciò si perdono nei meandri della burocrazia. È dunque alla burocrazia che dobbiamo chiedere conto di quest'altra, ancora un'altra, tragica morte?

Eva Ruggeri
Consigliere nazionale A.I.F.V.S.
(cs)

Pro Loco UNPLI: comunicato stampa

Il Presidente ed Consiglio Direttivo della Pro Loco Maglie Unpli, nell'esprimere il loro grande cordoglio alla famiglia per la prematura e tragica scomparsa di Alessandro, sottoscrivono pienamente e fanno propri i contenuti della lettera inviata dal consigliere nazionale dell'A.I.F.V.S. Eva Ruggeri al Presidente della Provincia, al quale rivolgono altresì un pressante invito ad assumere tutte le iniziative ritenute utili al fine di una urgentissima e coraggiosa soluzione dell'annosa e tuttora irrisolta questione della messa in sicurezza delle strade provinciali.
Maglie, 6 Agosto 2008
(cs)

Etichette: ,

(continua)

Cronaca / Tragico incidente per un 31enne magliese

L’ennesima vittima, ancora un giovane, prossimo alla laurea. La discussione per diventare dottore in Ingegneria era prevista per il mese di settembre a Roma. I sogni sono sfumati nella notte, in un tragico incidente stradale avvenuto intorno alle 2 e 30 sulla strada provinciale 363 Maglie-Poggiardo, all’altezza di contrada Pozzo Mauro, nel territorio di Muro leccese. Alessandro Vadruccio, 31enne di Maglie, è deceduto sul colpo, incastrato nelle carcasse della Peugeout 206.

A nulla sono valsi i soccorsi dei sanitari del 118 di Maglie. Il giovane era alla guida della sua autovettura: stava rientrando a casa, quando all’altezza di un’uscita obbligatoria per alcuni lavori finalizzati alla costruzione di un ponte e al relativo sottopassaggio, ha percorso solo alcuni metri andando lungo.
L’auto si è capovolta per ben tre volte, rimbalzando come una molla in un’aiuola sottostante, prima di finire nella campagna adiacente. Il giovane è morto sul colpo per lo sfondamento del cranio. I soccorsi sono stati attivati poco dopo da un’automobilista di passaggio. Sul posto i carabinieri della stazione di Muro e i colleghi del Norm di Maglie per i rilievi. La strada risulta scarsamente illuminata e i lavori si protraggono ormai da quasi un anno. L’auto, su disposizione del magistrato Emilio Arnesano, è stata sequestrata. Sconcerto a Maglie. Alessandro era molto conosciuto nella cittadina sud-salentina. Era figlio di Giorgio Vadruccio, geometra comunale fino ad un anno fa prima di andare in pensione. [LP]

Etichette: ,

(continua)

venerdì 18 luglio 2008

In Città / Test della Copersalento è tutto da rifare

Da oggi è di nuovo in funzione l'inceneritore della Copersalento. Da lunedì l'Arpa avvierà tre campionamenti (nell'arco della settimana) che dovranno stabilire se, ed eventualmente, in quale misura è presente diossina nei fumi dell'opificio; per avere i risultati bisognerà attendere altri 15 giorni.

E' l'esito di una riunione tenuta in Provincia. Si riaccendono i fuochi, dunque, dopo i giustificati allarmi della settimana scorsa quando, insieme alla diffusione dei dati che indicavano una massiccia presenza (420 volte oltre il consentito) di diossina nei prodotti di combustione, fu disposto il fermo dell'impianto. Ma è intorno alla validità formale e sostanziale del campione analizzato che si sono addensati "se" e "ma".
I risultati delle analisi non avrebbero avuto il solo difetto d'origine della mancanza di contraddittorio tra le parti al momento dell'apertura del campione (il che non avrebbe fatto grande differenza); ma la stessa "paternità" della materia sottoposta ad indagine sarebbe dubbia perché il campione non sarebbe stato sigillato e quindi esposto al rischio di cariche inquinanti aliene. In quali ambienti ostili possa aver soggiornato prima dell'analisi non è dato sapere; ma certo è che la circostanza non poteva essere sottovalutata anche alla luce di quanto argomentato dalla Copersalento.
La società sostiene che il cdr (combustibile da rifiuto) utilizzato potrebbe produrre (se combusto senza filtri) al massimo dieci ng di diossina per mc, mai gli oltre 42 rilevati dall'Arpa. Queste le ragioni che hanno convinto tutti della necessità di ripetere il controllo dei fumi e anche del combustibile utilizzato. Per il sindaco Antonio Fitto «si è persa una settimana di tempo». [GDM]

Etichette: , ,

(continua)

martedì 15 luglio 2008

Cronaca / Garze rimaste nell'intestino dopo l'intervento: 4 condanne

Morì il 17 marzo del 2004, Luisa Costa, 84enne di Maglie, dopo tre interventi chirurgici, l’ultimo per togliere una garza che le avrebbe causato la perforazione dell’intestino e la formazione di un ascesso, rivelati fatali.

A distanza di quattro anni, questa mattina, due medici e due infermieri sono stati condannati ad un anno e quattro mesi, con l’accusa di omicidio colposo. Per tutti, considerata la loro fedina penale pulita, è stata applicata la pena sospesa con la condizionale.
Il giudice monocratico Pietro Baffa ha ritenuto responsabili di quella morte i chirurghi Paolo Mastrototaro, 57 anni, originario di Giovinazzo e residente a Lecce, Paolo Salvatore, di 52 anche con domicilio nel capoluogo e gli infermieri Anna Maria Tondo, 44 anni, di San Cesario di Lecce, con la qualifica di strumentista e un altro infermiere di sala, Rocco Margiotta, 60 anni di Trepuzzi. E’ stato assolto Giuseppe Malerba, 33 anni, di Scorrano, che avrebbe avuto l’incarico di fare la conta delle garze.
L’impianto accusatorio sostenuto in tribunale dal pubblico ministero Donatina Buffelli ha retto. Luisa Costa subì il primo intervento ad ottobre del 2003 per un cancro all’intestino. Dopo appena un mese, l’anziana fu costretta a tornare in sala operatoria per un occlusione alla parte interessata. Un’operazione di circa un’ora che sarebbe risultata semplice, ma in queste circostanze l’equipe medica avrebbe dimenticato la garza. Una, infatti, sarebbe rimasta nell’intestino della Costa.
L’anziana se ne accorse avvertendo dolori e malesseri, e a febbraio del 2004, tornò in sala operatoria, ma a quel punto il danno sarebbe stato irreparabile. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Umberto Leo, Angelo Pallara, Donato Sabetta e Vincenzo Miglietta. I familiari della Costa si sono costituiti parti civili con l’avvocato Dario Doria. [LP]

Etichette: ,

(continua)

venerdì 11 luglio 2008

In Città / Copersalento, Avvelenati da nubi di diossina

L’azienda brucia Cdr, ovvero combustibile da rifiuti. Già deciso un secondo test, dal quale dipenderà l’autorizzazione allo smaltimento.
Avvelenati da nubi di diossina
La Copersalento «sfora» i limiti di legge del 420 per cento. E la Provincia dispone il blocco dell’attività.

Livelli di diossina 420 volte superiori ai limiti consentiti dalla legge.
Il dato più che allarmante è stato rilevato da Arpa Puglia nella zona di Maglie e dei paesi limitrofi. E sul banco degli imputati finisce la Copersalento, già al centro di aspre polemiche sugli effetti delle proprie emissioni in atmosfera. Ora nei confronti dell'azienda magliese, che produce energia bruciando Cdr (combustibile da rifiuti), l'Amministrazione di Palazzo dei Celestini ha emesso un provvedimento di blocco dell'attività. Ed è nella logica delle cose che un dossier con l'esito di quelle analisi vada a finire, già da oggi, pure in Procura.
I prelievi di Arpa risalgono allo scorso 8 maggio, mentre le analisi sui campioni sono state effettuate il successivo 16 giugno.
E, per Copersalento, i livelli di policloro dibenzodiossine e furani rilevati, pari a 42.1 nano-grammi per metro cubo, sono notevolmente superiori al limite di 0,1 ng, fissato dalla legge.
I controlli hanno riguardato tutti gli impianti salentini che, nel loro ciclo di produzione, utilizzano il Cdr. Nella maggior parte dei casi, si tratta di materiale proveniente da altre zone d'Italia.
«Per quanto riguarda "Biosud" noi abbiamo avuto dati nella norma », ha spiegato ieri, l'assessore provinciale alle Politiche ambientali Gianni Scognamillo, «per la Copersalento, invece, i livelli di diossina sono 420 volte superiori al limite consentito dalla legge. Sono dati allarmanti, ma è nostro dovere fornire una corretta informazione.
Attualmente l'impianto Copersalento è fermo per lavori di manutenzione.
Ma già oggi (ieri, ndr), come Provincia, faremo pervenire all'azienda interessata una comunicazione, in cui verrà inibita l'attività. Ciò nelle more di una seconda verifica, che abbiamo concordato con Arpa Puglia. Al termine di questo secondo test, decideremo se revocare completamente l'autorizzazione all'utilizzo del Cdr nell'attività dell'impianto».
Il delegato all'Ambiente della Giunta Pellegrino, dopo aver ottenuto i dati, ha voluto subito comunicarli alla stampa, ma senza esprimere giudizi di merito o demerito.
«Li abbiamo voluti fornire per chiarezza e per evitare che si diffonda inutile allarmismo», ha precisato Scognamillo, «la situazione resta costantemente monitorata per quanto riguarda le emissioni dei grossi impianti». Sempre a questo proposito Scognamillo ha comunicato che la Provincia si sta attrezzando per le rilevazioni sui venti.
«Ragionevolmente entro la fine dell'estate avremo i primi campioni di questa campagna», ha assicurato, «che mira a fotografare la situazione dei microinquinanti sul suolo, sugli alimenti e anche sulla popolazione».
Soddisfatto dell'impegno della Provincia si è detto Nicolino Sticchi, presidente della Commmissione Ambiente di Palazzo dei Celestini: «Questa è un'indagine che porterà a conoscere la tracciabilità degli inquinanti.
E quindi la loro provenienza.
Oltre a conoscere il dato dell'inquinamento, tramite questi "de posimetri" sul territorio, si individuerà con certezza se la diossina proviene da questo o quell'impianto, da Maglie, da Taranto o da Brindisi. E questo ci consentirà di evitare eventuali contenziosi, perché sinora la paternità dell'inquinamento restava abbastanza dubbia ».
I dati di Arpa confermerebbero quelli già effettuati dalla Provincia sui terreni attorno agli insediamenti di Copersalento, Biosud e Colacem.
«Valori un po' elevati, anche se nella norma, erano stati già rilevati a Nord di Maglie e a Sud della Colacem - ha aggiunto Sticchi - Questo significa che i dati rilevati oggi da Arpa confermano quelli riscontrati dalla Provincia. L'attività, che oggi si sta compiendo, serve a far conoscere il reale stato dell'aria e a capire se l'elevata incidenza tumorale, che si rileva nella zona, abbia o meno una giustificazione. Del resto, la normativa nazionale e quella europea prevedono che il monitoraggio sui microinquinanti sia effettuatp costantemente per gli impianti ritenuti a rischio. E noi», ha concluso il presidente della Commissione provinciale, «oggi, per la prima volta, possiamo finalmente avere dati attendibili». [GDM]

Gli accertamenti di Palazzo dei Celestini diverranno sistematici

Quella andata in porto è un'indagine effettuata per la prima volta (per carenza di mezzi) dopo anni d'attesa.
Mai finora era stato possibile spingere gli accertamenti fino ai micro inquinanti e, di conseguenza, alle diossine che pure, per la natura dei combustibili utilizzati, si sospettava potessero essere presenti.
Nei programmi della Provincia questa sembra essere una tappa fondamentale di un percorso lungo e faticoso che ha riguardato i cattivi odori, le polveri emesse nell'atmosfera, i metalli depositati al suolo, lo stoccaggio della sansa e dei rifiuti da incenerire, lo smaltimento delle ceneri, gli insulti alla falda acquifera.
Dopo anni in cui della Copersalento si è occupata quasi esclusivamente la magistratura, le nuove competenze ambientali delegate all'Ente hanno convinto Palazzo dei Celestini della necessità di mettere a fuoco le problematiche connesse con le attività degli opifici.
Quell'esigenza è stata motore di una serie di accertamenti sempre più stringenti e che ora dovrebbero mutare non solo per apporto tecnologico, ma anche per la loro qualità. Il progetto è che divengano sistematici ed a 360 gradi, in modo che territorio ed ambiente siano continuamente monitorati e la salute salvaguardata.
La commissione provinciale ambiente ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che sarà sottoposto all'approvazione del Consiglio: si prevede di attuare un'attività di monitoraggio più puntuale di quanto non prescrivano le direttive europee.
Questi ultimi dati acquisiti dall'Ar pa sono stati rilevati in condizioni in cui l'azienda aveva avuto la possibilità di tenere i processi di combustione al meglio delle proprie possibilità (i tecnici dell'Arpa avevano la necessità di avvisare quando e per quanto tempo sarebbe durato il rilevamento).
Secondo il progetto della Provincia non sarà più così. E' previsto, infatti, l'acquisto di un'apparecchiatura (130mila euro) capace di rilevare in continuo e per tempi lunghi gli inquinanti (diossine comprese) presenti nei fumi; sulle imprese, invece ricadrà l'onere di adeguare i camini in modo che vi si possa installare l'apparecchiatura. Inoltre, in collaborazione con l'Inca (Istituto nazionale chimica applicata) saranno dislocati sul territorio deposimetri, strumenti capaci di analizzare gli inquinanti che si depositano sul terreno e di individuare la fonte che li ha prodotti.
«Nell'ordine del giorno prodotto dalla commissione Ambiente», dice il presidente Nicolino Sticchi, «si invitano anche le Province di Taranto e Brindisi ad attrezzarsi allo stesso modo, sia perché siamo interessati dagli inquinanti che vengono da lì, sia perché è necessario difendere il territorio dell'intero Salento». [GDM]

Le reazioni

Le prime reazioni alle notizie che hanno destato profonda inquietudine, in una citta da sempre alle prese con problemi di inquinamento.
Il sindaco Fitto chiede lumi e Chirilli sollecita iniziative

E adesso il sindaco Antonio Fitto chiede lumi alla Copersalento e alla Provincia: «I dati relativi ad emissioni non conformi allarmano me e l'intera popolazione per gli effetti negativi eventualmente scaturenti da tale situazione che, certamente, avrebbero gravi ripercussioni sulla salubrità dell'intero territorio». E ancora: «Non disponendo a tutt'oggi di alcun dato che consenta di valutare l'entità e l'eventuale pericolosità delle difformità riscontrate», il primo cittadino chiede alla Copersalento «di fornire con la massima sollecitudine ogni informazione utile a far chiarezza sulla vicenda, nonché gli enti rilevatori, le circostanze in cui dette rilevazioni sono state condotte e le modalità seguite durante le operazioni di analisi. Tanto anche in ragione del fatto che nessuna notizia circa il risultato delle rilevazioni è stata comunicata a questo ufficio, pur essendo deputato per legge alla tutela della salute pubblica».
Una velatura polemica, si vede bene, a cui si aggiunge un appello alla Provincia: «Faccio presente che sarebbe indispensabile programmare con urgenza un incontro presso la sede dell'assessorato provinciale al fine di fare chiarezza sulle notizie diffuse».
Sulla questione interviene anche il senatore Francesco Chirilli il quale, appreso il dato emerso sul tenore di diossina contenuta nelle emissioni della Cooperasalento, «esprime la più viva preoccupazione per una vicenda troppo a lungo sottovalutata e che, insieme a quella del depuratore di San Sidero, crea in città viva preoccupazione sulla sostenibilità ambientale di questi impianti che incidono in maniera determinante sulla qualità della vita dei cittadini.
Perciò Chirilli chiede al sindaco «di rendersi parte attiva nella denuncia e nella proposta, affinché i gravi problemi ambientali ed occupazionali che scaturiscono da questa vicenda vengano affrontati con l'efficacia e la determinazione necessarie per restituire serenità alla popolazione ed alle maestranze occupate in quelle strutture». [GDM]

La richiesta di un Consiglio comunale straordinario ed urgente, e la certezza che si sia imboccata una nuova rotta. Sono queste le prime reazioni politiche dopo la diffusione dei dati relativi all'inquinamento da diossina prodotto dall'attività di incenerimento della Copersalento.
A chiedere la convocazione dell'Assemblea cittadina è Francesco Chirilli per conto del suo partito, l'Udc.
«La vicenda Coopersalento, così come riportata dalla stampa odierna, assume connotazioni - scrive al sindaco - di un allarme ambientale e sociale degno della più attenta considerazione.
Pertanto che Le chiedo, in qualità di capogruppo dell'Udc, la convocazione di un Consiglio comunale straordinario ed urgente, con la presenza dei tecnici dell'Arpa e della rappresentanza politica e tecnica della provincia di Lecce, ai fini di rendere edotti i gruppi consiliari e la cittadinanza sui dati ambientali sin qui raccolti e sulle iniziative che si intendono assumere per garantire la salute pubblica ed i livelli occupazionali messi così duramente a repentaglio ».
Per il Pd i dati relativi all'inquinamento prodotto dalla Copersalento diffusi dalla Provincia di Lecce confermano quanto l'intero centrosinistra magliese denuncia da oltre 15 anni nell'assoluta indifferenza delle amministrazioni comunali di centro destra che si sono avvicendate nella guida della città, i cui esponenti solo oggi, costretti dall'evidenza dei fatti, manifestano preoccupazione e sollecitano iniziative.
«E' invece merito della Regione Puglia e della Provincia di Lecce - dice il segretario cittadino Raffaele Cesari che hanno incrementato l'attività di controllo ambientale sul territorio e valorizzato il ruolo di Arpa Puglia, se per la prima volta possiamo avere dati concreti in ordine alla grave situazione di emergenza ambientale che attanaglia da anni la nostra città».
L'attenzione e la sensibilità per le tematiche ambientali manifestate dalla provincia di Lecce – continua Cesari - l'impegno da sempre profuso dal consigliere Nicolino Sticchi, presidente della Commissione ambiente della Provincia, ci convincono che, questa volta, la questione potrà essere affrontata e risolta definitivamente».
«Siamo certi – conclude Raffaele Cesari - che le iniziative che il partito democratico avvierà in tale direzione saranno condivise e sostenute dalla gran parte della cittadinanza, dalle associazioni che operano sul territorio e, ci auguriamo, anche da quelle forze politiche che - sia pure in ritardo hanno manifestato (solo oggi) preoccupazione per la qualità della vita dei cittadini».[GDM]

Etichette: , ,

(continua)

venerdì 4 luglio 2008

Cronaca / Truffano un anziano, con un finto regalo di Berlusconi

Hanno rubato un'intera pensione ad un anziano di Maglie, i due truffatori – con accento barese – che hanno agito nella mattinata di ieri.

Secondo quanto raccontato da un testimone, due uomini sarebbero scesi da un furgoncino con delle giacche in pelle. "Sono in omaggio, le manda Berlusconi", hanno detto. "Ci deve solo le spese di trasporto, 10 euro". L'anziano ci ha creduto, ha tirato fuori il portafoglio, ma proprio mentre si accingeva a consegnare i soldi, i due sono corsi via impossessandosi del portamonete dell'uomo, all'interno del quale c'era tutta la pensione, appena ritirata. [TR]

Etichette: ,

(continua)

mercoledì 18 giugno 2008

In Città / Tagliate le gomme ad una dozzina di auto

E' allarme, a Maglie, per i numerosi atti teppistici messi a segno ai danni delle auto in sosta.

Tra venerdì e ieri notte, più di un magliese ha infatti trovato la brutta sorpresa dei pneumatici tagliati. Tagliati di netto, probabilmente con una lama lunga e bene affilata, al punto da renderne impossibile la riparazione.
Tra denunce presentate ai carabinieri ed ai vigili urbani e notizie passate di mano in mano, le auto danneggiate sarebbero almeno una dozzina.
Nel mirino sono finite vetture di ogni tipo, parcheggiate in centro come in periferia, di proprietà di professionisti, operai, pensionati e casalinghe.
Quella di uno degli operai interessati, sarebbe stata dannneggiata per due volte di seguito, venerdì e domenica notte, costringendo l'uomo a comprare una gomma nuova di zecca, dopo aver utilizzato quella di scorta.
Solo nella notte fra sabato e domenica, ne sono state danneggiate sei, tutte di proprietà di cittadini che, approfittando del beltempo, avevano programmato di raggiungere la spiaggia più vicina per la prima domenica di sole.
Dopo le denunce, sono scattate le indagini per risalire ai vandali. [GDM]

Etichette: ,

(continua)

lunedì 16 giugno 2008

Cronaca / Rapina due negozi a Maglie, arrestato

I Carabinieri di Maglie hanno tratto in arresto Andrea Franchina, 41enne operaio di Castrignano dei Greci, pregiudicato.

Alle 22 circa del 14 giugno, a Zollino, è scattato l'arresto con l’accusa di tentata rapina e rapina a mano armata, in due diversi negozi del centro di Maglie: uno di generi alimentari, sito sul piazzale della stazione ferroviaria, e l’altro di abbigliamento, “Vanity Moda”, in via V. Emanuele (250 euro il bottino). Alle 20,40, sempre del 14 giugno, Franchina era stato bloccato dai militari a Zollino, nel piazzale della Stazione, a bordo di una Fiat Punto di colore blu utilizzata per compiere le azioni criminose, di proprietà della moglie. Inoltre era stato trovato in possesso di mezzo grammo di cocaina, probabilmente acquistata poco prima con i soldi rapinati. [IG]

Etichette: ,

(continua)

giovedì 22 maggio 2008

In Città / Di nuovo «acqua alta», Maglie in crisi

La zona orientale di Maglie affonda ancora una volta a seguito di un acquazzone di notevole intensità che si è abbattuto sulla città intorno a mezzogiorno di ieri.
Via Muro, tra Via de Gasperi e Via Vittorio Emanuele è stata completamente sommersa dalle acque che hanno allagato le officine e i negozi che si affacciano su quella strada.

Non è la prima volta che questo accade ed ogni volta i commercianti subiscono danni, tant'è vero che alcuni di loro hanno creato sopraelevazioni e barriere per impedire la penetrazione dell'acqua. Difficoltà hanno avuto gli automobilisti che si sono trovati a passare in quei momenti per Via Muro, ma soprattutto per Via Guido Rossa, dove più di una macchina è rimasta impantanata con il livello dell'acqua all'altezza del cofano.
Dubbi ci sono anche sulla possibilità che l'acquazzone abbia provocato qualche danno alla costruenda zona mercatale.
Anche perchè l'area è sottoposta a vincolo idrogeologico e, per superare il problema, è stato necessario prevedere alcune opere di drenaggio, cosa che ha consentito poi, l'approvazione del progetto.
Rimane il problema di Via Muro e di Via Guido Rossa, per il quale, malgrado ad ogni colpo di tosse di Giove Pluvio quelle zone subiscono inevitabilmente e da diversi anni gli allagamenti descritti, molto spesso richiedendo l'intervento dei Vigili del Fuoco per estrarre dalle loro macchine i malcapitati automobilisti, sino ad oggi i provvedimenti adottati non sono riusciti a riportare la situazione nella normalità. [GDM]


Un'auto bloccata in via Guido Rossa [RT]



Un furgone bloccato in via Muro fra una fila di negozi allagati [RT]

Etichette: ,

(continua)

giovedì 27 marzo 2008

Cronaca / Molestie sessuali ad una 21enne: arrestato

L’episodio in Piazza Capece, nel famigerato "angolo buio": vittima una 21enne del posto. Arrestato Massimo Belmonte, 43 anni, di Giurdignano.

E’ accaduto tutto intorno alle 20,30 di mercoledì 26 marzo: l’uomo ha avvicinato la ragazza, l’ha costretta a seguirlo in un luogo scarsamente illuminato e poco frequentato baciandola e palpeggiandola contro la sua volontà. La malcapitata è però riuscita a divincolarsi ed urlando ha attirato l’attenzione di alcuni passanti, i quali hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri. Immediatamente intervenuti, i militari della Compagnia di Maglie hanno arrestato l’aggressore con le accuse di sequestro di persona e violenza sessuale. [IG]

Etichette: ,

(continua)

lunedì 11 febbraio 2008

Cronaca / Impatto scooter-auto, grave 15enne

Grave incidente stradale in prima serata nella zona 167. Un ragazzo non ancora 15enne è ricoverato in gravi condizioni dopo un violento scontro frontale avvenuto tra il suo scooter e un’auto.

Un’intensa emorragia causata da un profondo taglio ad un'arteria femorale, in una zona vitale dell’organismo, ha obbligato i medici accorsi ieri intorno alle 20 nei pressi della scuola media nella zona 167 di Maglie, a portare d'urgenza all'ospedale di Scorrano un 15enne (G. M.) vittima di un brutto incidente stradale, riservando la prognosi.

L'incidente è avvenuto all'incrocio tra via Togliatti e via Palach; il ragazzo era alla guida del suo scooter con un’amica, che per fortuna non ha subito conseguenze gravi, quando all’improvviso è avvenuto l'impatto frontale con una Fiat Punto. Tempestivi i soccorsi da parte di personale del 118 che dopo aver tamponato la ferita al giovane lo hanno trasportato d'urgenza al vicino nosocomio di Scorrano.
Polizia municipale e carabinieri stanno ricostruendo la dinamica dell'incidente. Secondo i primi accertamenti, lo scontro è stato causato dalla Punto che, toccata da un’altra auto, avrebbe sterzato verso sinistra proprio nel momento in cui sopraggiungeva dal senso opposto lo scooter con i due ragazzi. [MW]

Etichette: ,

(continua)

martedì 22 gennaio 2008

In Città / «Ora sono sicure». Riaprono le poste

Riaprono questa mattina, a partire dalle ore 8, le Poste centrali. Durante il lungo periodo di chiusura dovuto al clamoroso furto di fine anno. gli uffici di via Regina Margherita hanno dovuto seguire un lungo e complesso iter di aggiornamento per riattivarsi con gli standard di sicurezza richiesti dalle procedure.

Nella notte tra il 4 e il 5 gennaio alcuni malviventi riuscirono ad introdursi all'interno dell'edificio, utilizzando il cortile dell'Istituto professionale Lanoce che si trova esattamente alle spalle arrivando a portar via oltre 200 euro.
«Il girono dopo, all'interno dei locali - ricorda il direttore Giuseppe Cordisio - tutto era devastato: i ladri, dopo aver segato le sbarre del bagno, hanno usato la fiamma ossidrica per aprire due casseforti e diversi armadi. Nel tentativo sono andate bruciate parecchie banconote e valori bollati. I centesimi hanno pensato bene di lasciarli lì dove erano».
La dinamica del colpo è stata anche oggetto di analisi da parte della polizia scientifica: i malviventi hanno depistato acutamente le forze di polizia attivando l'allarme nella sede distaccata di via Muro collegato con la centrale operativa delle Poste di Roma e facendo accorrere sul posto gli uomini del servizio di sicurezza. Quindi hanno potuto agire quasi indisturbati nella sede centrale, facendo credere ad un guasto generalizzato dell'antifurto e prelevando una discreta somma di denaro per i pagamenti deppe pensioni: «Si è trattato sicuramente di una banda organizzata, non di semplici scassinatori: sapevano cosa andare a cercare e come prenderselo».
La chiusura delle Poste centrali ha causato disagi notevoli agli utenti per un tempo considerevole, quasi quindici giorni. Il ripristino, però, ha dovuto seguire dei protocolli particolari: «Abbiamo dovuto chiamare delle ditte che intervenissero d'urgenza, facendo compiere, per motivi di sicurezza, lavori parziali ad ognuna di esse. Proprio ieri è stato collaudato il sistema d'allarme e da oggi siamo in grado di aprire al pubblico». [QL]

Etichette: ,

(continua)

sabato 5 gennaio 2008

Cronaca / Svaligiate le poste di Maglie, via con 200mila euro

I ladri hanno agito questa notte, segando le sbarre del bagno e staccando l’allarme. Prelevati dalla cassaforte 130mila euro in contanti e valori bollati per la restante parte.

Colpo grosso, la scorsa notte, nell'ufficio postale centrale di Maglie. I ladri hanno segato le sbarre del bagno, che si affaccia nel cortile di una scuola, ed una volta all'interno hanno staccato i fili dell'allarme, che è comunque suonato per pochi secondi. I malfattori hanno usato la fiamma ossidrica e hanno prelevato dalle due casseforti circa 130mila euro in contanti e 70mila in valori bollati. Sul posto hanno abbandonato il "cannello", un piede di porco e vari arnesi da scasso. I ladri hanno tentato di svaligiare anche il secondo ufficio postale della cittadina, ma hanno desistito dopo aver tagliato i cavi dell'allarme, per l'intervento dei carabinieri. [PN]

Il mancato furto alla succursale delle Poste era soltanto un diversivo per tenere lontani i controlli nella sede centrale, dove il «colpo» è riuscito ed ha fruttato ben 200mila euro fra contante (130mila) e valori bollati (70mila).
Ne sono convinti i carabinieri, ancora impegnati nelle indagini per risalire agli autori del grosso furto messo a segno a Maglie nella notte fra venerdì e sabato scorsi.
La certezza è dettata dal fatto, che il tentativo è stato perpetrato prima che i malviventi si introducessero nei locali delle Poste centrali di via Regina Margherita, attraverso la finestra alla quale avevano preventivamente segato le sbarre di protezione.
Nella succursale della via per Muro, avevano infatti soltanto tagliato i fili dell'impianto d'allarme, che quando è scattato grazie al collegamento con la centrale operativa delle Poste di Roma, ha fatto sì che sul posto giungessero i militari e gli uomini del servizio di sicurezza.
Preso atto che i ladri dovevano aver rinunciato al «colpo», investigatori e vigilantes hanno così controllato solo dall'esterno, quando è scattato anche l'allarme nelle Poste centrali, che tutto fosse a posto. Lasciando così inconsapevolmente via libera ai malviventi, di utilizzare la fiamma ossidrica per avere ragione delle due casseforti all'interno delle quali c'erano denaro e valori bollati.
Dopo il riuscito assalto, i banditi non hanno lasciato nessuna traccia utile alle indagini. Neppure un'impronta, perché quelle rilevate dagli uomini dell'Arma sono dei guanti usati anche per maneggiare la fiamma ossidrica.
Che assieme a due piedi di porco, due punte d'acciaio ed una rondella per sega, hanno abbandonato prima di svanire nel nulla.[GDM]

Etichette: ,

(continua)

giovedì 3 gennaio 2008

In Città / Pulizia delle strade contromano: automobilisti in pericolo

«A Maglie tutto è possibile!». E' questo il commento in merito alla neve artificiale durante la presentazione di un servizio sulla città addobbata per le festività di Natale, andato in onda su Raidue.
Certamente chi ha modo di visitare Maglie non può che avere quest'analoga impressione dal momento che in questa tranquilla città le cose più strane accadono con disinvoltura, sotto gli occhi di tutti e di nessuno.
Passi l'auto dei vigili in divieto di fermata, passi l'ambulanza del 118 utilizzata per andare a comprare la verdura ma si vuole far passare anche un camion in contromano in una strada a senso unico, qual è via Armando Diaz?

Saremmo tutti pronti con le attenuanti se quel grosso mezzo fosse capitato lì accidentalmente, magari per una incauta distrazione di un assonnato guidatore. Purtroppo però quel grosso camion è un mezzo della MTA adibito alla pulizia delle strade e ripete due/tre volte la settimana quella azzardata manovra, senza che alcun segnale indichi il pericolo per chi imbocca la via correttamente e senza che alcun vigile eviti temporaneamente alle auto di immettersi, correttamente, seguendo la segnaletica stradale.
Tali operazioni, compiute poco prima delle 8 di mattina, costringono gli automobilisti ad arrestarsi ed a percorrere l'intero isolato in retromarcia, dal momento che il grosso mezzo, pachidermico e goffo come un elefante in una cristalleria, ha poche possibilità di manovra dovendosi destreggiare tra le auto in sosta sul lato sinistro, la strada stretta e la sua grossa mole.
Ma allora perchè quella spazzatrice meccanica, così grande, imbocca via Diaz in contromano? A chiederlo, la risposta è disarmante: perchè la scopa meccanica è posta solo sul lato destro del mezzo e quindi, per pulire il lato sinistro, si procede in direzione opposta, vietata; per pulire tra le auto in sosta, l'operatore a terra avvicina l'immondizia alla spazzatrice e questa, con la lentezza necessaria per seguire il lavoro manuale dell'operatore a terra, la fagocita ingordamente.
Le domande da porsi sono tante: quel mezzo è autorizzato a percorrere strade a senso unico contromano, se persino le ambulanze in soccorso non possono farlo? Qualora esistesse uno straccio di autorizzazione in tal senso, perchè non si segnala agli automobilisti l'esistenza dell'accesso consentito alla spazzatrice in determinate fasce orarie e determinati giorni della settimana? Perchè un vigile o anche un ausiliario del traffico, uno di quelli così pratici a pretendere (giustamente) il tagliando dei parcheggi, non scortano camion e netturbino deviando temporaneamente il traffico, per la sicurezza sia degli automobilisti che degli stessi addetti alla pulizia delle strade? Perchè una città come Maglie non utilizza per la pulizia delle vie cittadine, così diverse dai grandi viali metropolitani, le spazzatrici di dimensioni più ridotte che, magari, riescano a raggiungere anche le parti di strada più difficili da pulire con i grossi mezzi?
Scusateci se noi ci poniamo queste domande e se, rispettando chi si sveglia alle quattro del mattino per lavorare al freddo, chiediamo a chi manda allo sbaraglio questi dipendenti se non senta il dovere deontologico e professionale di tutelarli e garantire la sicurezza a tutti quei magliesi che, più volte a settimana, rischiano di scontrarsi in auto con una spazzatrice che procede contromano. [MW]


La spazzatrice procede contromano in via Diaz



Finalmente la spazzatrice esce contromano
su via Baracca/angolo via Margottini



Etichette: ,

(continua)

 
 

  3 utenti on line


Link di movimento rapido:

 

Maglieweb powered by ChioscoEdicola.com  © 2001-2010

Vai a Inizio pagina